Partiamo da una considerazione sui vaccini in aumento
AstraZeneca ha annunciato che due milioni di dosi del suo vaccino saranno pronte ogni settimana da metà gennaio. Lo ha dichiarato un membro importante del suo team al Times.
Nel frattempo procede la distribuzione e vaccinazione con le dosi BioNTech/Pfizer così come pianificata, con qualche colpo di scena ad esempio l’acquisto di più dosi da parte della Germania.
Se i vaccini aumentano di misura e il numero di persone immuni cresce, si intravede il raggiungimento dell’obiettivo più importante di questo nuovo millennio: la sconfitta del Covid-19. Possiamo considerare questi mesi come gli ultimi passi ad un traguardo importante: la normalità.
Normalità, sarà veramente così?
Le immagini del capodanno di Whuan fanno riflettere, dai locali pieni dove si balla siamo arrivati alle persone aggregate in piazza ma ancora con le mascherine. Nella normalità queste non dovrebbero esserci e parliamo della prima città colpita dalla tragedia e anche la prima che ha voluto e potuto riprendersi.
Una città simbolo per molti per tanti aspetti legati alla lotta contro il nuovo coronavirus, tuttavia, quella mascherina ci dice qualcosa, un invito ad essere cauti soprattutto nel periodo di distribuzione globale dei vaccini, nel procedere a nuovi studi e soprattutto curare le persone che soffrono di sintomi long Covid (conseguenze di lungo periodo).
Il ritorno alla normalità dalla medicina all’economia
A livello sanitario, i medici sono concordi nel dire che la vaccinazione porterà ad un graduale ritorno alla normalità, per un periodo medio lungo si dovrà continuare a convivere con le regole di prevenzione finora seguite.
Ma ad essere molto lontana è anche la normalità economica italiana, il ritorno ai numeri prima della pandemia e dei lockdown è previsto tra il 2023 e il 2025.
Parliamo della situazione italiana perché oggi La Stampa ha riportato alcuni dati della previsione Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. L’analisi analizza sia la situazione globale che quella del nostro paese, in Italia avremo più difficoltà a ritornare ai dati precedenti al 2020, quando la pandemia non era un problema.
In Italia si tornerà ai livelli ante Covid solo nel 2025
L’Italia viene descritta con una crescita a due facce per il nuovo anno, si tornerà ai livelli ante Covid solo nel 2025. Ecco i dati numerici più importanti.
- Ripresa del PIL nel secondo semestre: +4,7% (-9% rispetto a quest’anno);
- Livello del debito: +160%;
- Crescita mondiale grazie ai vaccini: +4,8%;
- L’Italia mostrerà tassi di crescita superiori a quelli considerati abituali durante il quadriennio 2021-2024;
- Investimenti nel 2021, recupero marcato del +10,6% (-8,1% del 2020);
- Settori trainati: costruzioni, consumi (+4%);
- Rimane alta la tendenza al risparmio, valori superiori al periodo precedente la pandemia;
- Salirà la disoccupazione: +11,4%;
- Politica fiscale in miglioramento grazie all’impatto della nuova Legge di Bilancio ma soprattutto alle sovvenzioni UE (faranno crescere di un punto il PIL).











