Cronaca
Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte molto preoccupate per contagi e varianti

L’Ansa riassume in un articolo serale tre importanti voci regionali di Lombardia con Guido Bertolaso, Stefano Bonaccini per l’Emilia Romagna preoccupato per le varianti che hanno peggiorato la situazione contagi, Alberto Cirio che si è espresso per il Piemonte, regione gialla divisa in micro zone rosse e arancioni.
Guido Bertolaso per la Lombardia
Guido Bertolaso è intervenuto in una conferenza stampa a Palazzo Pirelli, è consulente del presidente di Regione Lombardia per il Piano Vaccinale. C’è urgenza di aumentare il numero delle persone vaccinate o presto l’Italia sarà tutto zona rossa, urge spingere le società che hanno preso accordi con l’Unione Europea ad accelerare le produzioni ed evitare il più possibile ritardi.
“A me sembra che tutta Italia, tranne la Sardegna, si stia avvicinando a passi lunghi verso la zona rossa. La Lombardia, per quello che ha passato nei mesi scorsi, è più vulnerabile rispetto ad altre regioni, ma non sono preoccupato per questa regione più che per altre. È fuori discussione che bisogna vaccinare. Si può fare molto di più rispetto a quello che già stiamo facendo rispetto a questa situazione. Bisogna andare a Bruxelles a battere i pugni.”
Stefano Bonaccini, le varianti hanno quasi creato un nuovo virus
Stefano Bonaccini ha parlato di zone rosse ma soprattutto di varianti che stanno peggiorando la situazione, di fronte al Covid si sta vivendo una nuova evoluzione del virus, con la campagna vaccinale in corso è importante agire sulle distanze per non avere nuove curve pericolose che potrebbero vanificare gli effetti positivi dei vaccini. Ecco alcune frasi chiave delle sue dichiarazioni.
“Il contagio è partito molto più veloce di prima a causa delle varianti. Se questa crescita, avvenuta in 10-15 giorni, non trova un’accelerazione nella risposta rischiamo di essere travolti. Noi come altre parti d’Italia, pare quasi essere un nuovo virus per diffusione e categorie d’età.”
“Dobbiamo contrastare e circoscrivere il contagio con misure più restrittive su indicazioni che la sanità regionale ci dà. Senza misure la curva continuerebbe a crescere. Rispetto alle precedenti volte le limitazioni della zona arancione classica non bastano più, per come il virus corre rapidamente. Dobbiamo stringere oggi e farlo subito per augurarci di non farlo più dopo. Sono decisioni difficili, me ne prendo tutta la responsabilità. Occorre agire adesso per un pericolo che ha rialzato la testa con le varianti.”
Anche Alberto Cirio preoccupato per la variante inglese
Alberto Cirio è un altro presidente di regione regione che potrebbe chiedere al Ministro Speranza il cambio fascia per il Piemonte, da arancione a rossa.
“I numeri del pre report arriveranno stasera. I valori sia sulle terapie intensive che ordinarie sono ancora sotto soglia, pur registrando un incremento. Quindi, nonostante non si siano ancora accese le spie dell’allarme, abbiamo una situazione che ci dice che quotidianamente le cose stanno peggiorando. Per questo, come abbiamo iniziato a fare con le zone rosse e faremo ancora nei prossimi giorni, dobbiamo essere pronti a intervenire chirurgicamente laddove necessario.”
“Siamo di fronte a dati che monitoriamo ormai da settimane per cui il sistema sanitario si è predisposto. Oggi però bisogna anche saper assumere le decisioni di contenimento che si rendono necessarie.”
“Ormai metà dei casi in Piemonte sono da variante inglese, che corre di più, è più veloce e quindi ti chiede di anticipare di più le misure che avresti adottato con un’altra tempistica parlando di Covid tradizionale.”










