Lucca, in mostra gli scatti di Werner Bischof

dal 7 settembre al 7 gennaio 2020 l'esposizione dedicata al grande maestro della cronaca fotografica.

Bischof si fece un nome già da giovanissimo nel campo della moda e della pubblicità con le sue brillanti composizioni di luci ed ombre. L’esperienza della guerra e la visione dell’Europa distrutta nel 1945 però lo spinsero ad abbandonare la fotografia patinata per dedicarsi alla documentazione della sofferenza umana.

“Werner Bischof. Classics” al Lu.C.C.A.

Diversi sono i soggetti scelti da Werner Bischof per l’esposizione in mostra a Lucca: nudi femminili, indagini sulla natura, ritratti illuminati in modo eccezionale, viaggi in luoghi esotici, guerra e cultura indigena. Dal 7 settembre al 7 gennaio 2020 il Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporany Art – ospiterà gli scatti di uno dei più importanti fotoreporter al mondo del secolo scorso. 

Centocinque sono le fotografie scattate tra il 1934 e il 1954 suddivisi in 8 categorie che compongono il grande puzzle ‘Werner Bischof. Classics‘. La mostra è stata curata da Maurizio Vanni, museologo e storico dell’arte, e Alessandro Luigi Perna, specialista e curatore di esposizioni fotografiche, in collaborazione con Werner Bischof Estate e Magnum Photos in partnership con Photolux Festival.

Europa, India, Giappone, Corea, Hong Kong, Indocina, New York, Messico, Panama, Cile e Perù sono i luoghi vissuti da Bischof per il percorso fotografico da lui scelto. Il suo obiettivo era quello di indagare la relazione tra lui e la natura. Il suo temperamento da ricercatore e archeologo dei sentimenti hanno fatto sì che l’estetica, i valori e la luce potessero emergere nei suoi racconti d’immagine.

I visitatori potranno immergersi negli anni in cui nacque la Magnum Photos, il foto-giornalismo e l’evoluzione personale e professionale di Bischof in continua ricerca della libertà espressiva.

In questa esposizione sono state messe in evidenza anche le foto scartate perché prive di originalità in quanto non raccontavano la guerra. Queste saranno le stesse lavorazioni che saranno riconosciute da premi e pubblicazioni.

La galleria include uno dei suoi lavori più famosi ‘Il bambino peruviano che suona il flauto‘ da lui incontrato nel 1954 sulle Ande del Perù. Questo fu uno degli ultimi scatti prima della sua scomparsa a causa di un terribile incidente stradale.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell'Occidente e dell'Oriente - Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parlo correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico.Da sempre sostenitrice dell'arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano 'La Sicilia'. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto.Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo e si occupa di Digital Marketing e Traduzioni.
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