Cronaca
Malika, cacciata di casa perché gay: ora verrà aperta un’inchiesta

In molti conosceranno la storia di Malika, la ragazza di 22 anni cacciata di casa dai genitori perché gay. Insultata e malmenata, buttata fuori di casa senza poter farvi ritorno perché hanno cambiato la serratura e lasciata senza vestiti ed effetti personali.
Le hanno augurato un tumore, le hanno detto di essere “anormale”, che “non meritavano una figlia così”. Le hanno detto che gli altri genitori hanno la fortuna di avere figli con gusti “normali”. In un vocale si sente la madre inveire parole come: “Dì a quella là che se la vedo le strappo il cuore e lo faccio in mille pezzi”.
Ma Malika il cuore in mille pezzi lo ha già, e a FanPage, con le lacrime agli occhi e la voce tremante ha detto: “Io ho solo 22 anni, una carezza da mia madre ancora la volevo”. È poco più che una bambina, Malika, ma si è già dovuta scontrare a muso duro contro i muri di pregiudizio innalzati per di più dalle persone che più avrebbero dovuto amarla: i suoi genitori.
Ora però, il sindaco di Castelfiorentino ha apertamente dichiarato che non intende che tutto ciò passi inosservato, e ha lanciato un appello ai cittadini per aiutare Malika. In poche ore la giovane è stata letteralmente subissata da offerte di aiuto, e si è detta commossa da tanta generosità da parte dei suoi concittadini.
Inoltre, a seguito della denuncia della ragazza, è stata aperta un’inchiesta contro i suoi genitori, per violenza privata e inosservanza degli obblighi di assistenza familiare.









