Essere mamma in Repubblica Centrafricana

Diventare mamme tra mille difficoltà

Per una donna in gravidanza abitare in uno Stato molto povero e dilaniato da un lungo conflitto tra cristiani e musulmani come la Repubblica Centrafricana può essere una vera e propria tragedia. Gli ospedali attrezzati con un reparto apposito di ginecologia ed ostetricia sono molto pochi, i medici competenti scarseggiano e le infrastrutture carenti tagliano fuori dal circuito sanitario quelle donne che abitano nei villaggi più isolati.

Ci sono donne che per accedere alle cure di base ed ai controlli obbligatori durante la gravidanza sono costrette a fare chilometri a piedi oppure su vecchi autobus che arrancano a fatica sulle stradine sterrate del Paese. Le donne che vivono nei villaggi più lontani speso rinunciano alle cure esponendo se stesse ed i bambini a pericoli enormi ed a complicazioni che si potrebbero facilmente evitare se solo ci fossero più medici e più ospedali a misura di donna.

L’organizzazione non governativa ALIMA, finanziata con i fondi dell’ufficio dell’Unione Europea per gli aiuti umanitari, cerca di alleviare le sofferenze delle giovanissime mamme della Repubblica Centrafricana costruendo ospedali a misura di mamme e bambini neonati, formando il personale medico e gli infermieri perché sappiano aiutare nel migliore dei modi le donne in un momento tanto bello ma tanto delicato come è quello del parto. Aprendo tutta una serie di piccoli presidi sanitari anche nelle zone più remote ALIMA sta portando a tante donne la grande opportunità di curarsi nel modo giusto e di imparare una professione che può garantire loro l’indipendenza economica. Tante ragazze e giovani donne locali seguono ogni giorno tutta una serie di corsi e lezioni per diventare infermiere, ostetriche, puericoltrici organizzati da ALIMA ed aiutare così altre donne come loro mettendo in moto un circolo virtuoso.

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In un Paese come la Repubblica Centrafricana in cui le morti per parto sono ancora tante e le complicazioni neonatali affliggono intere regioni, gli ospedali e le cliniche di ALIMA sono molto spesso l’unica speranza di sopravvivenza sia per le madri che per i nascituri. Una donna su venticinque ancora oggi muore di parto o per altre complicazioni legate alla gravidanza e la preoccupazione principale di ALIMA è abbassare drasticamente questa statistica; l’organizzazione non governativa fornisce anche medici che affiancano i dottori locali e li formano ad affrontare il parto e tutte le evenienze in maniera corretta. Mediando con i gruppi armati che ancora tengono in ostaggio intere aree del Paese, ALIMA è riuscita a portare la medicina là dove fino a poco tempo fa sembrava impossibile.

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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