Mancusi Hoyos, un narcos sanguinario diventato fantasma in Italia

Domenico Antonio Mancusi Hoyos, è nuovamente ricercato su mandato colombiano. Peccato fosse già stato arrestato in Italia nel 2014

Antonio Domenico Mancusi Hoyos (o Mancuso secondo altre ricostruzioni), questo è il nome di uno dei principali ricercati dalla Colombia che le autorità italiane stanno cercando da qualche giorno nel nostro Paese. O meglio: stanno nuovamente cercando. Sì, perchè il pericoloso ricercato, autore di più di oltre 130 omicidi ed in passato al centro di un network della droga per svariati milioni di dollari, era già stato arresto nell’agosto di 3 anni fa dalla Guardia di Finanza ad Imperia, in Liguria. Peccato che il giudice abbia poi deciso la sua scarcerazione e da quel momento se ne sono perse le tracce.

Dopo gli studi universitari in Chile e l’addestramento militare nell’esercito della giunta fascista di Pinochet, è tornato in Colombia e ha proseguito il percorso estremista diventando uno dei leader del gruppo terroristico di estrema destra del Blocco Catatumbo delle famigerate Autodefensas Unidas de Columbia, responsabili negli anni di decine di migliaia di morti, torture e una serie infinita di violazioni di diritti umani.

Il colombiano, di chiare origini italiane, se non, visto il cognome, più specificatamente calabresi, nel 2014 venne arrestato. Beccato a fare affari con la ‘ndrangheta in Liguria e in Lombardia, venne quasi immediatamente rimesso in libertà dai giudici perché non poteva essere estradato: ha doppia cittadinanza colombiana e italiana. Ad oggi invece non se ne sa nulla ma le autorità colombiane lo vogliono nelle patrie galere e per questo la Guardia di Finanza è di nuovo sulle sue tracce anche se pare sia diventato un fantasma.

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Un compito sicuramente non facile per le nostre forze dell’ordine che negli ultimi mesi hanno avuto qualche difficoltà nel ricercare banditi ed killer che scorrazzavano per il Bel Paese in lungo e il largo come Norbert Fecher, meglio noto come Igor il Russo, responsabile della dell’assassinio del barista di Burdio, Davide Fabbri, e della guardia ecologica Valerio Verri, ricercato per settimane in mezza Emilia Romagna e poi scomparso nel nulla per poi rispuntare, forse, in Brasile.

Insomma, non si prospetta come una passeggiata, vista anche il fatto che per mesi, fino al suo primo arresto, ha potuto vivere indisturbato come un qualunque turista in Italia e persino iniziare ad investire i soldi insanguinati del narcotraffico accumulati in anni di stragi in Colombia in grossi progetti immobiliari, come un lussuoso hotel a 5 stelle sul ponente ligure.

Un grande in bocca al lupo quindi alle forze dell’ordine: quello che gli aspetta non sarà sicuramente una passeggiata.