Incredibile mappa dei tesori sommersi

Tracciata in Spagna, la più grande mappa del tesoro che sia mai stata redatta, chiamata la “mappa delle mappe”.

Ci credete che i maggiori tesori reclamati dalle profondità marine, ancora oggi giacciono lì indisturbati? Almeno per il momento. È stata tracciata in Spagna, la più grande ed incredibile mappa del tesoro che sia mai stata redatta. Chiamata la “mappa delle mappe”, localizzerebbe la posizione ed i preziosi carichi di circa 700 vascelli, naufragati dal 1492 fino al 1898.

Fra queste navi è stata localizzata anche la Santa Maria, una delle tre caravelle che fece parte della spedizione che Cristoforo Colombo guidò alla scoperta delle Americhe nel XV secolo, oltre a navi di Cortes, Pizarro e Nunez de Balboa.

mappa

SCOPERTE 681 NAVI SOMMERSE

Cinque anni di ricerche ci sono voluti per definire il numero e la posizione precisa delle imbarcazioni. La storica navale Genoveva Enriquez, assieme agli archeologi sottomarini Carlos Leon e Beatriz Doimngo, hanno studiato 420 antichi piani di navigazione e centinaia di documenti storici. Documenti provenienti dell’Archivio delle Indie e del Museo Navale. Finiti poi per setacciare i fondali alla ricerca di impensabili relitti, come la caravella affondata durante la spedizione verso le Americhe, parte della flotta del grande navigatore genovese. Ciò che hanno scoperto ha dell’incredibile.

Questi ricercatori spagnoli hanno tracciato la posizione di circa 681 fra navi, vascelli e grandi galeoni spagnoli. Imbarcazioni ricche non soltanto di oro, argento, smeraldi e perle enormi. Erano anche cariche di ceramiche Ming provenienti dall’oriente, tabacco, o generi alimentari come caffè, zucchero, vaniglia e cacao. Molte navi erano anche adibite a mercantili di schiavi, o addirittura cariche di libri e preziose reliquie provenienti da Gerusalemme.

Per ciascuna nave localizzata, sono state effettuate approfondite ricerche. Se n’è identificato il tipo, il nome del capitano, l’armamento, il numero dei membri dell’equipaggio e dei passeggeri, oltre ovviamente al carico trasportato.

TESORI DA DIFENDERE

Un progetto, questo, che fa parte del Piano nazionale per la protezione del patrimonio culturale subacqueo spagnolo, sviluppatosi nell’ambito della Convenzione Unesco del 2001. L’obiettivo del ministero della Cultura spagnolo, nel creare questa “mappa delle mappe” non è affatto quello di fornire le indicazioni precise dei relitti, ma, al contrario, segnalare in questa mappa, la presenza di questi tesori da proteggere contro i saccheggi.

Per quasi l’80 per cento, gli scafi restano interamente inesplorati. Non c’è da sottolineare l’importanza storica, nonché la fragilità di questi reperti sommersi sui fondali marini da centinaia di anni, e come un immediato recupero richiederebbe operazioni molto lunghe e costose.

Per questo il ministero della Cultura spagnolo, sta richiedendo aiuti anche ad altri Paesi interessati, per difendere questo patrimonio inestimabile ed evitare che quei tesori finiscano nelle mani sbagliate.

LE CAUSE DEI NAUFRAGI

Contrariamente alle fantasie popolari (e più avventurose, sui pirati) la maggior parte delle navi affondò a causa di terribili tempeste. Certamente una parte dei naufragi è dovuta a scontri con navi di potenze rivali, altri paesi che commerciavano sulla via delle Indie come ad esempio L’Inghilterra, e c’è anche una piccola percentuale di attacchi dei corsari.

Nonostante questo, per circa il 90 per cento dei casi, i potenti vascelli spagnoli sono colati a picco per “avverse condizioni meteo-marine”, come diremmo oggi, con centinaia di vittime. Anche perchè le navi spagnole erano possenti, potevano portare anche diverse centinaia di persone. Inoltre erano decisamente temibili, pesantemente armate e potevano trasportare dozzine di armi e soldati. Incutevano più timore ai pirati che viceversa.

DOVE SI TROVANO QUESTI RELITTI?

Per lo più le ricerche hanno portato gli studiosi a localizzare sulla mappa, il maggior numero di relitti sui fondali al largo di Cuba. Molti altri sarebbero localizzati nell’Oceano Atlantico, lungo le coste statunitensi, nelle profondità nei pressi di Haiti, Panama, Repubblica Dominicana, Bahamas e Bermuda. Dei quasi settecento naufragi documentati, solo il 23% di essi ha testimonianze già documentate di resti archeologici. Il resto è del tutto ancora inesplorato.

Circa 249 navi spagnole individuate si trovano a largo di Cuba. Seguono i naufragi sulla costa atlantica americana (153) che comprendono le leggendarie isole dei pirati, e poi l’ex Florida, con 150 relitti. A Panama, sono stati localizzati 66 naufragi e in La Española 63.

Potrebbero interessarti anche