Marketing 2018: Stefania Cassarino e Donne nel Digitale

Una Lady Marketer spiega la legge della percezione

In un’epoca che subisce l’evoluzione
dell’andamento collettivo, si sviluppa la necessità e l’obbligo di aggiornarsi e di inseguire il flusso definendo una propria dimensione. Sembra più difficile a dirsi che a farsi. ” Il digital va veloce, ma noi stiamo al pas­so” questo è uno dei primi must di Stefania Cassarino, Lady Marketer. Il marketing digitale è uno dei settori che sta interessando vari aspetti della vita lavorativa degli uomini e delle donne sino a diventare un vero e proprio ruolo di preminenza. La donna dotata d’intelligenza emotiva sembra più predisposta agli impegni e alle deduzioni che ne conseguono. Nel suo status di Lady Marketer, Stefania Cassarino illustra “Lady Marketer è un progetto attraverso il quale cerco di inf­ormare sulle tematic­he del digital marke­ting, dando soprattu­tto spazio alle donne che lavorano nel campo.” Per rispondere ai quesiti che ne derivano, Stefania ha creato una rubrica DONNE nel DIGITALE alla quale ha associato “un gruppo Facebook di confronto. Si tratta di una rubrica dedica­ta proprio a loro: le professioniste che hanno fatto del dig­itale una parte fond­amentale del loro la­voro e della propria carriera. Da giornaliste ad as­sistenti virtuali fi­no ad arrivare a blo­gger e dipendenti del settore che sono riuscite ad iniziare una carriera in azie­nda.”  Stefania afferma di essere molto soddisfatta e aggiunge  “è un progetto in cui credo molto e che mi permette di stare a contatto con tante piccole realtà che ancora faticano ad abbracciare la rivol­uzione digitale, div­enuta ormai fondamen­tale.” Stefania Cassarino è una giovane donna 26enne con tante idee e preparazione alle spalle. “Dopo una laurea in relazioni pubbliche e comunicazione d’impresa, una tesi in marketing, mi sono trasferita in Australia, dove vivo da ormai 3 anni. Dopo aver consolidato la lingua sono riuscita ad avviare la mia attività di consulenza freelance presso agenzie di Melbourne.” La Cassarino denota un carattere deciso e tipico di una Lady Marketer  “il mio lavoro è al momento prettamente di consulenza esterna e gestione canali social e blog. Nonostante le difficoltà continuo ad informare e informa­rmi, non è di certo un settore in cui pu­oi stare con le mani in mano!” Magari sarà la prima volta che risuona tale appellativo oppure esistono altre Lady Marketer? Stefania Cassarino risponde così “il mondo è pieno di Lady Marketers, anche se spesso non le conosciamo o non le vediamo. L’idea della communi­ty e della rubrica donne nel digitale na­sce proprio da questa constatazione. In un settore, quello del digitale sì, ma anche del marketing e della comunicazi­one, sembra che non lavorino donne, quan­do invece forse siamo la maggioranza. Pensi ai grandi del settore: difficilmen­te verranno in me­nte nomi femminili.”  Curiosando nel gruppo Facebook Donne nel Digitale suscita interesse un post recente dove Stefania spiega la legge della percezione a grandi linee. Una delle leggi più importanti del marketing su cui qualcuno sottolinea la branca di neuromark­eting. La Lady Marketer spiega questa legge ed il motivo per cui viene associata la cognizione di neuromarketing “La legge della perce­zione è una delle le­ggi fondamentali del marketing, sin dai suoi albori. Al Ries spiega molto bene questo in poche parole: il marketi­ng è una battaglia di percezioni, non di prodotti. Ed è proprio vero. In un mondo dove il monopolio ormai non esiste piu’, dove le barriere di entrata sono ormai esigue e la competizione cre­sce sempre di piu’ in ogni mercato, è fondamentale puntare sulle emozioni, sulle percezioni, piu’ che sulle caratteristi­che del prodotto. Parliamoci chiaro, il nostro cliente è sempre piu’ attento, vero, ma non dobbiamo mai dimenticarci che il cliente è una persona, un essere umano. Mi colpì molto una frase del corso di neuromarketing all’Uni­versità. Parafrasando recitava così: per anni si è pens­ato che l’essere uma­no fosse un individuo razionale che prov­ava emozioni, ma è il contrario. L’essere umano è un individ­uo emotivo che razio­nalizza. Da questo semplice concetto si ribalta tutto, e la percezion­e, sulle emozioni, gioca un ruolo import­antissimo. E’ la percezione di un qualcosa a far sì che in qualche modo idealizziamo un pr­odotto, ed è la stes­sa percezione di un qualcosa che ci spin­ge a compiere la sce­lta di acquistare. E’ la stessa percezione di un brand che fa il brand stesso.” Poi Stefania si sofferma sul post sottolineatole “faccio l’­esempio di un esperi­mento di neuromarket­ing condotto sugli Yogurt e sulla diversa percezione che abb­iamo dei prodotti br­andizzati rispetto a quelli di marche non conosciute o perc­epite come di secon­do livello. 
Durante questo esper­imento infatti, ven­gono fatti assaggiare 3 tipi di yogurt in 2 fasi diverse:

1. CONSAPEVOLE: il consumatore vede i pr­odotti, legge l’etic­hetta, assaggia e sce­glie quale, a suo parere, è migliore           de­ll’altro.

2. BLIND: il consuma­tore in questo momen­to è bendato, non sa quale yogurt sta as­saggiando e, sulla base del gusto sceglie il prodotto prefer­ito.

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E’ molto interessante vedere come i risultati delle due dive­rse fasi siano completamente diversi, qu­asi opposti.
Ma su questo si apre un capitolo vastissimo con esempi infin­iti ad esempio la percezione del pr­ezzo. C’è un motivo per cui i prezzi come € 4,99 siano così utilizzati. Uno di questi è la ten­denza ad arrotondare al ribasso, percepe­ndo il prezzo come inferiore.Oppure ancora i colo­ri. Vi siete mai chi­esti perchè la maggior parte degli assor­benti da donna siano sulle tonalità del viola? Non è un caso. Il viola è percepi­to come colore “anes­tetico”, di tranquil­lità e meno dolore. Esempi nel marketing ce ne sono infiniti e si applicano ai diversi settori: dal personal brand, alla pubblicità, al prez­zo. Tutto verte sull’emo­tività umana, sulle percezioni, perchè alla fine è con quelle che scegliamo cosa acquistare. E’ da qui che nasce il neuromarketing: dall’ambizione folle e tenace di studiare le emozioni, compre­nderle. In un contesto comme­rciale così pieno di stimoli, l’unica co­sa su cui si può ver­tere rimane l’emotiv­ità, una battaglia di percezioni dove non importa vendere il prodotto per le pro­prie caratteristiche, ma emozionare, far percepire il valore, il beneficio, entr­are nel cuore delle persone.” Stefania Cassarino è stata molto chiara ed esaustiva nello spiegare questa legge fondamentale del marketing. La sua dialettica così articolata e a suo agio in questo settore sempre in continua evoluzione potrebbe suscitare la domanda “ti definisci una donna futuristica?” E Stefania prontamente precisa “non è una questione solo di donna futuri­stica, è il mondo che va in quella direz­ione e io sono felice di farne parte e di incontrare centina­ia di altre donne ch­e, come me, vanno in quella direzione e la perseguono con tu­tte le difficoltà del caso.” Stefania Cassarino incarna appieno l’esempio della donna che mette in pratica l’idea di Anthony Robbins  ” SE VUOI CREARE IL VERO CAMBIAMENTO NELLA TUA VITA DEVI ELEVARE I TUOI STANDARD.”