Sfiorato il femminicidio il giorno di capodanno 2022. All’alba del primo gennaio, i carabinieri sono intervenuti in un’abitazione in cui hanno trovato una donna di 30 anni che era stata massacrata a pugni dal compagno.
L’uomo ha colpito ripetutamente la donna nel corso di una lite per futili motivi, fino a farle perdere i sensi, tanto da essere convinto di averla uccisa. Poi ha chiamato un parente: “Vienimi a prendere, l’ho ammazzata”. La vittima era a terra, priva di sensi.
Ora l’uomo si trova in arresto per maltrattamenti e lesioni personali e sono in corso accertamenti per valutare se la donna sia stata oggetto di maltrattamenti anche in passato.
La giovane donna è stata massacrata a calci e pugni e si trova attualmente ricoverata in ospedale per diverse fratture al volto e alla testa.
La coppia ha anche un figlio, che dormiva in camera mentre avveniva il tutto.
“Non dobbiamo aspettarci che la violenza migliori nei giorni di festa. A Reggio Emilia c’è stato l’intervento delle forze dell’ordine che hanno arrestato l’uomo e prestato cure alla signora, ma è un esempio di come la violenza funzioni quotidianamente”, commenta Silvia Iotti, presidente dell’associazione Nondasola, che gestisce la Casa delle donne per non subire violenza di Reggio Emilia.
E aggiunge: “Le donne vittime di violenza hanno bisogno di trovare un lavoro, di avere accesso alla formazione, e di vedere facilitato l’accesso al mercato della casa e ai servizi per i loro figli – conclude Iotti – e vanno ridotti anche i tempi delle risposte legali, perché ancora ci vuole troppo tempo, per esempio, per concludere le separazioni”.











