Sergio Mattarella

Mattarella e il discorso di fine anno: “Mi vaccinerò appena sarà il mio turno”

Ieri, come ogni anno dal 1949, si è tenuto il tradizinale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica.

Tanti sono stati gli argomenti toccati, tra cui, inevitabilmente, quello della pandemia che ci ha investiti e contro la quale continuiamo a combattere.

Sergio Mattarella ha affermato: “Avvicinandosi questo tradizionale appuntamento di fine anno, ho avvertito la difficoltà di trovare le parole adatte per esprimere a ciascuno di voi un pensiero augurale. Sono giorni, questi, in cui convivono angoscia e speranza“.

E ancora: “Il virus, sconosciuto e imprevedibile, ci ha colpito” ha ricordato il capo dello Stato “prima di ogni altro Paese europeo. L’inizio del tunnel. Con la drammatica contabilità dei contagi, delle morti. Le immagini delle strade e delle piazze deserte. Le tante solitudini. Il pensiero straziante di chi moriva senza avere accanto i propri cari. L’arrivo dell’estate ha portato con sé l’illusione dello scampato pericolo, un diffuso rilassamento. Con il desiderio, comprensibile, di ricominciare a vivere come prima, di porre tra parentesi questo incubo”.

“Rivolgendomi a voi parto dalla necessità di dare insieme memoria di quello che abbiamo vissuto in questo anno. Senza chiudere gli occhi di fronte alla realtà. La pandemia ha scavato solchi profondi nelle nostre vite, nella nostra società. Ha acuito fragilità del passato. Ha aggravato vecchie diseguaglianze e ne ha generate di nuove. Tutto ciò” ha sottolineato il capo dello Stato “ha prodotto pesanti conseguenze sociali ed economiche. Abbiamo perso posti di lavoro. Donne e giovani sono stati particolarmente penalizzati. Lo sono le persone con disabilità. Tante imprese temono per il loro futuro. Una larga fascia di lavoratori autonomi e di precari ha visto azzerare o bruscamente calare il proprio reddito. Nella comune difficoltà alcuni settori hanno sofferto più di altri. La pandemia ha seminato un senso di smarrimento: pone in discussione prospettive di vita. È questa la realtà, che bisogna riconoscere e affrontare”.

Ed è proprio in ragione di quello che la pandemia ha significato e continua a significare per tutti noi, che il Presidente ha poi voluto ricordare l’enorme importanza del vaccino: “Per il vaccino si è formata, anche con il contributo dei ricercatori italiani, un’alleanza mondiale della scienza e della ricerca, sorretta da un imponente sostegno politico e finanziario che ne ha moltiplicato la velocità di individuazione. Ora a tutti e ovunque, senza distinzioni, dovrà essere consentito di vaccinarsi gratuitamente: perché è giusto e perché necessario per la sicurezza comune. Vaccinarsi è una scelta di responsabilitàun dovere.

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