Arriva la risposta della prima autopsia disposta sul corpo di Michele Merlo: emorragia cerebrale in connessione con una leucemia fulminante.
L’autopsia è terminata ieri, ed è stata effettuata dal dottor Matteo Tudini, il medico legale nominato dal pubblico ministero Elena Caruso insieme al professor Antonio Cuneo, direttore dell’Ematologia dell’ospedale Sant’Anna di Cona (Ferrara). “E ora – spiega l’avvocato Marco Antonio Dal Ben – si cercherà di capire se qualcuno avrebbe potuto diagnosticare il problema prima dell’intervento del 118. Ma soprattutto in occasione dell’arrivo in ospedale”.
La leucemia fulminante è una condizione che, se riscontrata tempestivamente, può essere curata. Se il medico si fosse reso conto in tempo delle condizioni di Michele, forse si sarebbe potuto salvare. O, quanto meno, un tentativo andava esperito.
il 2 giugno Michele si era recato in pronto soccorso, con febbre oltre i 38, ematomi sulla gamba, e sanguinamento dal naso. Ma, per il medico di turno, si trattava solo di una infezione virale. Per questo la procura aprirà delle indagini per omicidio colposo.
Intanto, il medico dell’ospedale osserva: “Ho fatto tutto quello che dovevo fare – così il sanitario riferisce a Il resto del Carlino – e ho riferito ogni cosa ai miei superiori”. Secondo l’Ausl, il medico: “visitava il paziente riscontrando un quadro patologico dell’apparato faringeo, prescrivendo un antibiotico”. L’Audit ha “evidenziato alcune criticità sotto il profilo organizzativo rispetto all’ospedale di Vergato, ma non di particolare gravità, confermando invece, in tutti i momenti, l’adeguatezza dei processi clinici e assistenziali”.











