Modigliani in mostra a Livorno

la mostra sarà fruibile fino a febbraio 2020.

“Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori delle collezioni Netter e Alexandre” è il percorso artistico di Livorno dedicato interamente al maestro fino al 16 febbraio 2020. Modigliani si spense esattamente cent’anni fa al Museo della Città nel quartiere di Venezia.

La mostra è stata organizzata dal Comune e dall’Istituto Restellini di Parigi e la partecipazione della Fondazione Livorno. Sono 14 dipinti e 12 disegni di Amedeo Modigliani, opere raramente fruibili dal pubblico.

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Tra le tele scelte abbiamo: il ritratto Fillette en Bleu (1918), il ritratto di Cham Soutine (1916), il ritratto Elvire au col blanc, il ritratto Jeune fille rousse (1919). Altri capolavori scelti sono i disegni come: la Cariatide (1913). Accanto alle opere di Modigliani sono disposti anche altri cento lavori collezionati da Jonas Netter dal 1915 che incarnano lo stile dell’école de Paris.

Chi era Modigliani?

Era il 1902 quando Amedeo Modigliano decise di iscriversi alla Scuola Libera di Nudo di Firenze, un anno dopo si trasferì a Venezia dove frequentò l’Istituto per le belle arti. Nel 1906 si spostò a Parigi e iniziò precocemente la sua attività di pittore, influenzato dallo stile di Toulouse-Lautrec e Cézanne.

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Col tempo l’artista definì uno stile originale e personale che era anche legato alle correnti avanguardiste dei cubisti, nonostante non fece mai parte. Modigliani lavorava velocemente e riusciva a completare un ritratto in una massimo due sedute. Tutti coloro che posarono per lui si sentivano spogliati addirittura dall’anima. Inizialmente il pittore si dedicò alla scultura e poco tempo dopo capì che la sua massima aspirazione erano i colori e i pennelli.

Quando Paul Guillaume, un mercante d’arte giovanissimo, si interessò con curiosità alla sua scultura nera lo presentò a Constantin Brancus e poi a Picasso.

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Le pitture di Modigliani si caratterizzano per gli occhi a mandorla, le bocche increspate, nasi molto storti e i colli allungati. Nel 1912 fu esposta una serie di lavorazioni scultoree al Salone d’Autunno. A causa delle polveri generate la sua tubercolosi peggiorava di giorno in giorno. Pertanto si dedicò dapprima alla scultura della pietra calcarea e poi del legno ma il resto della sua vita fu dedicato solo ed esclusivamente alla pittura.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell’Occidente e dell’Oriente – Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parla correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico. Da sempre sostenitrice dell’arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano ‘La Sicilia’. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto. Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo, si occupa di Digital Marketing, Traduzioni e sottotitolaggio e collabora per la Condotta Slow Food di Palermo.

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