Il mondo fissato da William Klein:”…a modo suo”

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“Lascia perdere i musei e le gallerie, pensa solo alla strada“. Così disse Fernad Leger al giovane William Klein.
Voleva  indicargli il suo destino…Egli era un ribelle anticonformista, che volle infrangere le regole della fotografia, impostate da Henri Cartier Bresson: “obiettività, eleganza, misura, discrezione.” , in cui si doveva raggiungere il cosiddetto “momento perfetto”, dove in un solo istante si concentrava “l’equilibrio”. La realtà invece per lui  non era così: esistono anche lo “squilibrio”, ovvero l’errore, l’imperfezione, come rivelano le sue foto nella mostra “William Klein: il mondo a modo suo” presso il palazzo della Ragione in piazzetta Mercanti a Milano, che si terrà aperta fino all’11 settembre ’16.

 

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A lui, che aveva visto fin dove puo’ arrivare la ferocia” umana” durante la guerra-ieri come oggi…-non sembrava attuale e coerente quel “momento decisivo” fatto di equilibrio. Non poteva capire la bellezza ideale di Raffaello, ma quella più realistica di Caravaggio...Le sue foto non sono più nitide, ma mosse, sfuocate, non lontane, ma vicine alla nostra vita di tutti i giorni, mai tanto attuali quanto oggi…

La sua New York pare brutta, eppure piena di vita. Così riprese anche Roma, Tokyo, Mosca, Parigi, cogliendo di ognuna il suo particolare carattere, spirito. Sua  guida era la libertà, il vero motore di ogni spirito ribelle, la cui arte stava nel saperlo comunicare agli altri. Nessun linguaggio artistico gli era sconosciuto: dalla fotografia alla pittura, dal cinema alla scrittura e la grafica…, lui li realizzò tutti.

 

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Nato nel 1928, da ragazzo leggeva ogni tipo di autori. giunse giovane in Europa, a Parigi  dove sperimentò la pittura monocroma, e poi a Milano. A New York nel ’54 realizzò un diario fotografico,a cui seguirono quelli delle altre città. Lavorò poi nel cinema, ma tornò a sentire nostalgia per la fotografia e per Parigi. Lo interessavano la storia, personalità dello  spettacolo, e infine tutto ciò che è umano.

La gente, negli scatti di William Klein, viene fissata nel momento del contrasto, della contraddizione: la bellezza sta vicino al brutto, l’amore accanto all’ostilità,la giovinezza a fronte della vecchiaia, e così via…Ecco le due belle signore eleganti riprese di fianco ad un uomo anziano,la coppia di giovani vicino ad una persona sola e ostile, la signora in posa col cappello che ha come sfondo una folla senza volto….

Egli vedeva sempre due aspetti o due volti in ciascun essere e nell’umanità...

Grazia Paganuzzi