Morti sul lavoro, l’operaio che racconta le storie delle vittime

Marco Bazzoni dal 2006 ha deciso di riportare su un libro il nome il cognome e la storia di tutti i lavoratori che hanno perso la vita a lavoro

Marco Bazzoni, quarantacinquenne operaio metalmeccanico residente nella provincia di Firenze, raccoglie le storie dei lavoratori che hanno perso la vita a lavoro. Marco preferisce di gran lunga le storie delle vittime rispetto alle statistiche. Ogni anno infatti sentiamo parlare di percentuali, numeri, che variano nel tempo. Marco però sottolinea che chi ha perso la vita a lavoro non è un mero numero, uno dei tanti. Ognuno delle vittime ha un nome e un cognome, una famiglia alle spalle e una storia che deve essere raccontata. Solo così si riesce a restituire un briciolo di dignità alla vittima.

Ogni giorno l’operaio quarantacinquenne consulta i mezzi di informazione per aggiornare il suo elenco contenente i nomi e le storie di chi ha perso la vita sul luogo di lavoro. Il suo elenco conta ben 700 storie, un numero davvero spaventoso dato che si riferisce al lasso di tempo che intercorre dal 31/12 ad oggi. 700 lavoratori hanno perso la vita in soli dieci mesi, ovviamente questo è il numero dei decessi dichiarati e resi noti attraverso i mezzi di comunicazione. Questo dato allarmante è stato ribadito anche alla giornata nazionale dedicata a tale tematica svoltasi a Palermo. All’evento ha partecipato anche il Presidente della Repubblica dove ha ribadito l‘importanza della sicurezza sul lavoro.

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L’iniziativa di Marco Bazzoni

Secondo Marco non è possibile parlare di queste tragedie considerando le vittime come numeri. Le persone che hanno perso la vita hanno una propria dignità che deve essere rispettata. Marco infatti, anch’egli operaio, quando può contatta le famiglie dei lavoratori deceduti per aiutarli. Molte volte basta un semplice supporto psicologico, un barlume di gentilezza espresso nei confronti di chi sta vivendo un lutto. Il libro di Marco non contiene solo nome  e cognome delle vittime, contiene una intricata ragnatela di storie di persone che hanno perso la vita. Marco ha iniziato a scrivere ed aggiornare il suo libro dal 2006. In tale periodo l’operaio ha anche scritto ai mezzi di comunicazione affinché se ne occupassero di più.

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