Napoli produce il 90% degli euro falsi nel mondo

Napoli produce il 90% degli euro falsi nel mondo

Si facevano chiamare ”Napoli Group” e da molto tempo hanno dato filo da torcere nientedimeno che alla BCE. Un grande gruppo di organizzazioni campane manteneva un giro di banconote false in molti Paesi dell’Eurozona e non solo: i loro traffici si estendevano anche in Nordafrica e addirittura in Senegal. Si calcola che i falsari siano responsabili del 90% degli euro contraffatti. In pratica, un’esclusiva.

I carabinieri hanno fermato a vario titolo 56 persone. Di esse, ben 29 sono ora in carcere. Le accuse ufficiali sono di associazione per delinquere, falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate e falsificazione di valori di bollo. Fa sensazione il coinvolgimento di Domenica Guardato, madre della piccola Fortuna morta a Caivano il 24 giugno precipitando da una finestra (ma si sospetta altro). Per lei scatta il divieto di dimora. La donna manifesta estraneità ai fatti contestati ma gli inquirenti non escludono un coinvolgimento legato alle attività del marito (detenuto a Secondigliano).

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Il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo esclude al momento il coinvolgimento della camorra ma ammette la necessità di approfondire le indagini. L’organizzazione manteneva comunque stretti rapporti con gruppi criminali di vari Paesi europei. Fra le loro ‘imprese’, una banconota da 300 euro messa in circolazione in Germania e presto sequestrata.

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Nato nel 1986 a Carate Brianza (MB) ma cresciuto in Sicilia. Ha studiato Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma laureandosi con una tesi dedicata al giornalismo culturale de 'la Repubblica'. Coltiva molti interessi fra cultura, politica e sport. Crede nel valore del libero confronto fra idee e mette tutto il suo impegno nel sostenerlo.