Narrativa : il libro “Mai chiederò il perché del mio destino”

 

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IL LIBRO – Volare è sempre stato il desiderio più ambito dell’uomo e poterlo realizzare attraverso una fervida fantasia che incida l’anima, nel rispetto di chi due ali le ha sempre avute, è il sogno che si realizza del giovane Vincenzo Lubrano; una scelta o una sfida quella di percorrere il proprio destino nell’accettazione di se stessi?

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L’autore di “Mai chiederò il perché del mio destino”, un tomo che racchiude un racconto narrato in “prima persona” da un fantastico interprete principale che appartiene al regno animale e che di questo mondo ne è un nobile rappresentante poiché domina dal cielo il suo territorio, raccoglie ed esplora, in sette capitoli, sentimenti forti ed intramontabili quali: coraggio, sincerità, astuzia, ma anche fiducia, determinazione e speranza atti a creare indissolubili legami di amicizia tra i protagonisti di un’incredibile ed avventuroso viaggio attraverso la natura, che affascinerà il lettore che si lascerà assorbire dalla ricchezza dei pensieri filosofici tratteggiati che lo indurranno alla riflessione e all’amore verso gli animali.
Brezza, Carboncino ed Eco Ribelle, sorvoleranno mari e terre per andare incontro alla vita e agli umani e attraverso svariate vicissitudini si arricchiranno di esperienze e ci faranno divertire, sognare e sperare di poter raggiungere “quell’intesa tanto ambita che, unica protagonista, riesce ad unire con un filo sottile due realtà differenti in un unico desiderio che ti fa essere in alcuni momenti un’ unica mente, capace di comunicare attraverso il pensiero”.
Edito da David and Matthaus, il libro preannuncia già dalle immagini di copertina, all’occhio attento del lettore che le percepisce: l’incontro, il viaggio, la luce… attraverso le ali della libertà.

(Recensione a cura di F.Cappelli)

L’AUTORE SI RACCONTA – Ha 26 anni , originario di Pozzuoli (NA) nel 2014 si è trasferito a Provaglio d’Iseo (BS). La scrittura emergente veste i panni di Vincenzo Lubrano, autore del racconto di narrativa intitolato “Mai chiederò il perché del mio destino” , pubblicato nel 2014. Dopo essersi diplomato come tecnico dei servizi ristorativi di cucina, Vincenzo tenta di cambiare vita partendo da solo per lavorare sull’isola d’Elba. Un esperimento di tre anni che lo arricchisce, aiutandolo a riscoprire e a riprendere la passione per la scrittura, accantonata negli anni dell’adolescenza. Amante della musica, intraprende questa strada componendo testi rimati su basi musicali. Decide, in seguito, di creare una pagina Facebook intitolata Sotto Lo Stesso Cielo, dove esprime i suoi pensieri e che registra, attualmente, più di seimila visitatori.

L’INTERVISTA-  Vincenzo, con la passione per la scrittura si nasce? “Spesso sentiamo parlare di doni, un aspetto supremo per definire determinate tendenze o facoltà. Credo che la scrittura sia un mondo che ospita tutti noi, perché dà la possibilità di poter esprimere ciò che a voce viene frainteso. Chiunque possiede una storia, ha tra le mani una penna magica. Chiunque ascolta il proprio cuore, può dar vita al pensiero. L’arte è il modo migliore per realizzarlo”.

Tu come hai scoperto questa passione e come la stai coltivando? _” Nei momenti di riflessione, presi in considerazione la mia vita. Passato, presente e numerose aspettative per il futuro divennero la mia identità. Ritrovandomi davanti a un foglio bianco, mi accorsi di uno spazio infinito che avrebbe accolto il mio pensiero senza giudicare, consigliandomi con le parole di chi credevo di conoscere completamente: me stesso. Quel foglio divenne il mio migliore amico e la strada giusta per iniziare a sognare. Volevo regalare un sorriso e una speranza a chi, leggendo con gli occhi dell’anima, fosse riuscito a ritrovare il tanto e desiderato attimo di pace. Come un fiore delicato, coltivo oggi questa passione, condividendo il mio pensiero con chiunque incontri sulla strada. Con molta pazienza e sacrificio, la nutro di volontà, percorrendo, passo dopo passo, il meraviglioso cammino della scrittura”.

Il tuo libro si intitola Mai chiederò il perché del mio destino. Un titolo misterioso che richiama pienamente il contenuto? _ “Ho scelto il titolo al termine del racconto. Chi leggerà la storia, ne capirà pienamente il significato. Darà risposta a una domanda – che ogni giorno resta punto interrogativo – attraverso l’emozionante avventura della ricerca dell’istinto e delle proprie origini. E con la voce di chi vive con noi inascoltato, il mondo animale. Il destino esiste o bisogna crearlo con le proprie mani? Vi lascio nel mistero”.

Come è nato questo libro?_ ” La mia ispirazione è stata la vita, insieme a tutto ciò che ne fa parte. Ho voluto dare la visione del mondo e dei fondamentali principi, come l’amore, l’amicizia e il rispetto, attraverso la prospettiva e l’incondizionato linguaggio degli animali. Questi, lottando per l’amata libertà e l’uguaglianza, affrontano la dura sopravvivenza, fino ad oltrepassare la materia che rende schiavo l’uomo, nonostante sia stato lui a crearla. Iniziando a scrivere un rigo dopo l’altro, ho creato i personaggi. In seguito mi sono reso conto di quanto fosse importante per me ascoltarli ed accompagnarli in quel loro viaggio di pura emozione”.

Hai impiegato molto tempo a far nascere la tua opera?_ “Non ho mai imposto regole alla mia scrittura. La spontaneità è stata importante per rendere vivo ogni personaggio. L’unico intoppo l’ho incontrato nel socializzare con Brezza, il bizzarro anatroccolo del racconto, che, durante gli impegni di lavoro, ripeteva nella mia mente: «Ehi ! Ti manca ancora molto? Non amo restare sospeso per aria!». Così, in poco più di un anno, il racconto è stato pubblicato”.

Come si sente un autore quando mette il punto finale alla sua opera?_ “Il punto finale di un’opera è l’inizio di una lunga strada, che non si presenta mai liscia, con dei pro e dei contro. Per superarli, basta crederci e non mollare mai! La soddisfazione è osservare il lettore mentre prova delle emozioni nel leggerla e il suo sorriso al termine… nel punto finale” .

C’è un personaggio in cui ti rivedi? _” I personaggi hanno assimilato diverse parti del mio carattere per poi formarne uno proprio. Il lettore potrà rivedersi in uno di loro perchè, grazie alla naturalezza delle battute, farà da specchio al cuore di chi legge. Quest’ultimo, con gli occhi, gli darà vita”.

Il tuo racconto è viaggio particolare…_” Il racconto è basato su un viaggio fisico e interiore. I personaggi varcano numerosi orizzonti, ritrovandosi a sopravvivere in diversi habitat per raggiungere il loro istinto. Non ho utilizzato la conoscenza di luoghi ben precisi, in modo da dare al lettore la possibilità di interagire con la propria fantasia ricreandone lo scenario”.

Leggere può essere, secondo te, paragonabile al viaggiare? E scrivere?
_” Leggere è viaggiare senza muoversi. Considero importante il piacere di viaggiare perchè, in ogni angolo del mondo, possiamo scoprire l’inimmaginabile, che poi è il tesoro che ci appartiene. L’emozione da esprimere attraverso la scrittura. Utilizzando i nostri sensi, il viaggio non resta solo un ricordo. Se inciso su carta con la lettura, potrai riviverlo”.

( Intervista a cura di Anna Maria Colonna )

Note : Il libro “Mai chiederò il perché del mio destino” di Vincenzo Lubrano è disponibile in tutte le librerie MONDADORI e FELTRINELLI .