Natale: La dura battaglia del Cristianesimo – La natività di Gesù (Giotto)

Il Natale è la festa più amata dai bambini, festa attesa tutto l’anno da milioni di famiglie

gesù e la natività

Data di produzione: 1303-1305

Dimensioni: 200 x 185

Dove si trova: Cappella degli Scrovegni, Padova

Loading...

Il Natale, la festa più amata dai bambini, festa attesa tutto l’anno da milioni di famiglie, festa che ha sempre messo d’accordo tutti, credenti e non credenti, ma che ormai è più nota come una semplice riunione di famiglia,dove si festeggia anche con quei parenti che non si amano particolarmente. Forse, proprio questa perdita di significato e di importanza ha portato alle conseguenze che in questi giorni vediamo e sentiamo ovunque:presidi che nelle loro scuole non vorrebbero festeggiare il natale perché ritenuto troppo “lesivo” per chi appartiene ad un’altro credo, famiglie che ritengono che la scuola sia troppo laica per festeggiare un evento così “religioso”. Il Natale, per la prima volta dopo anni di indiscussa venerazione, si trova a difendersi, a contrastare un modo di pensare che si sta diffondendo sempre di più, un modo di pensare che corre pari passo con quella perdita di valori, non soltanto religiosi, alla quale si sta assistendo negli ultimi decenni.
Non è però soltanto la perdita dei valori a minacciare il natale, ma anche l’idea che si sta diffondendo della scellerata“integrazione” della quale molti confondono l’etimologia, pensando che voglia dire cambiare, nascondere, eliminare le proprie secolari tradizioni per non essere lesivi verso gli altri, piuttosto che mostrare le meraviglie che proprio il cristianesimo(la nostra storia) ci ha lasciato come eredità, tesori che rappresentano un’immensa bellezza, ma che forse noi non meritiamo più.

Eredità che ci ha regalato l’anima e lo spirito di Ambrogio di Bondone, Pittore e Architetto del 1200-1300, conosciuto “semplicemente”come: Giotto.

“La natività di Gesù” è uno dei maggiori dipinti di Giotto esposto nella Cappella degli Scrovegni a Padova. L’opera risaleall’anno 1303 erappresenta la nascita di Gesù, opera ispirata a molte fonti tra cui i vangeli, ma anche il Protovangelo di Giacomoe la Leggenda di Aurea.Il paesaggio nel qualeè rappresentata la scena è costituitoda paesaggi montuosiche la isolano da tutto ilmondo esterno; nell’azzurro cielo in alto si trovanogli angeliche soavemente danzano,e preganoper festeggiare l’arrivo di Dio fatto uomo per salvare l’umanità dal peccato.

Al centro dell’opera l’attenzione è posta a Gesù bambino appena nato avvolto dalle mani della Madre, della Vergine Maria, che con un’attenzione e una dolcezza tipica di una mamma, appoggia delicatamente il suo bambino nel suo letto. Quel gesto spezza completamente il resto dell’affresco che appare statico, immobile, rappresentato da un Giuseppe che, seduto a terra,è estraneo alla situazione come insegno di subordinazione al padre Divino di Gesù. Egli si stringe la testa con una mano, stupito dalla magia del meraviglioso evento. Come da iconografia Cristiana si trovano altri elementi tipici della religione come l’asino e il bue che assistono alla tanto attesa nascita del Cristo. Alla destra dell’affresco, quasi ai margini del dipinto, appaiono due pastori che parlano con un Angelo che li avverte della nascita del Salvatore. Un particolare molto interessante e insolito per questo episodio  è la donna che appare vicino alla Vergine Maria, un’inserviente che aiuta la Madonna ad appoggiare nella struttura di legno il Cristo Signore. Sono passati più di 700 anni e il tempo non sembra aver fatto gravi danni: l’unica usura che si trova è su quel lenzuolo rosso che copre la Vergine Maria che, notandosi appena, fa trasparire la meravigliosa sottana Blu.

Un dipinto davvero straordinario che ci mostra l’immensa bellezza di un evento altrettanto straordinario, la nascita di un Dio fatto Uomo che da lì a poco avrebbe cambiato il mondo con la sua parola, trasmettendo valori etici e morali che costituiranno le radici e gli stili di vita di intere popolazioni. In quel giorno è nato il più grande e il più importante Rivoluzionario della storia: Gesù.

Non festeggiare il Natale, o nascondere un evento di taleportata, non è solo una ribellione contro la Religione o la Chiesa, ma uno sfregio verso se stessi, verso la storia, versola stessa terra dalla quale si è nati, un attacco vile e disonesto verso l’Umanità.

Potrebbero interessarti anche