nCOV-2019: la nostra arma migliore

Manteniamo la calma, seguiamo le giuste indicazioni del governo e non dimentichiamo che gli italiani sanno sempre trovare la via d’uscita, sanno sempre trovare una soluzione ai problemi.

Il nostro è un Paese alquanto curioso, che per ben tre volte ha tentato di sentirsi unito grazie a valori condivisi e, tramite essi, costituire un popolo. L’Italia nasce dal Risorgimento; poi fu la volta del Fascismo e, in ultimo, l’attuale Repubblica che si fonda sui valori di libertà e democrazia della Resistenza. Ma per ognuno di questi tentativi, non tutti accettarono i valori promossi. Il Risorgimento fu giudicato da molti popoli di quel tempo una annessione forzata al Regno di Sardegna, come i sudditi del Regno delle Due Sicilie. I cittadini dello Stato Vaticano, invece, sentirono l’unità d’Italia quale prepotente laicizzazione. Insomma, a molti apparve come un’operazione fatta dall’alto, in contrasto con l’identità profonda dei diversi regni, stati e granducati. «Fatta l’Italia, dobbiamo fare gli italiani» disse Massimo D’Azeglio e ancora oggi questa frase potrebbe essere pronunciata.

Per il periodo fascista, un’ampia fetta della popolazione non sopportava la mancanza di libertà e non condivideva affatto gli ideali fascisti e, per quanto riguarda la Resistenza,  una parte degli italiani dubitò sulla vittoria del sistema repubblicano, palesando dei brogli e, in quanto ai valori della resistenza, si fa sempre più strada un revisionismo storico, che pone l’accento sulla guerra civile che insanguinò l’Italia dopo l’8 settembre 1944, su un movimento partigiano diviso con le brigate d’ispirazione comunista in armi anche contro quelle moderate e sui numerosi e ingiustificati eccidi.

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Guelfi e Ghibellini for ever

Tutti questi momenti sottolineano il problema di una nazione che non ha mai saputo trovare un punto d’inizio accettato da tutti con sincera convinzione e valori condivisi al di là della religione professata, dell’appartenenza etnica e della storia specifica del proprio territorio. I governi che si sono succeduti non hanno educato il popolo con convinzione su queste basi, essendo essi stessi in conflitto, e la conseguenza è un Paese che continua ad essere diviso, con un senso civico quasi inesistente e un marcato egoismo individualista. Da ciò discendono molti dei problemi che impediscono all’Italia di crescere come potrebbe e ricoprire il ruolo che le spetta nel panorama internazionale per storia, cultura ed economia. Le energie sono spese nell’eterna battaglia tra “Guelfi” e “Ghibellini”, invece che indirizzate alla crescita del Paese, e in questa battaglia rientrano anche le azioni di contrasto e annullamento di quanto di buono si potrebbe realizzare, se a proporlo è la parte politica avversa.

Il Coronavirus nCOV-2019

Ora ci troviamo a fronteggiare un pericolo inaspettato e mortale del quale non abbiamo compiuta conoscenza: l’epidemia causata dal coronavirus nCOV- 2019. Se fossimo popolo, se fossimo nazione lasceremmo da parte i nostri contrasti ideologici per affrontare insieme la battaglia e vincerla, ma non è così. Chi ha responsabilità di governo, bolla le critiche dell’opposizione quali sciacallaggio politico a fini di consenso e l’opposizione lancia accuse pesantissime verso chi continua ad affrontare il problema con un’ottica ideologica e dimostra incapacità di gestire un fenomeno del tutto particolare come può essere un’epidemia.

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La nostra arma migliore

Se sapremo superare questa difficoltà con danni accettabili, sarà per la solita capacità degli italiani di sopravvivere a tutto e a tutti. Abbiamo avuto imperatori romani pazzi e sanguinari, invasioni barbariche, dominio di Francia, Spagna, Austria, la dittatura, politici più vicini alla Banda Bassotti che alla Costituzione… ma siamo ancora qui a dire la nostra in tanti campi. Il nostro “non essere nazione” e “non essere popolo disciplinato” che in tante occasioni ci mortifica, nelle emergenze è la nostra arma migliore per sopravvivere. Può esserci chiunque al potere, ma noi ragioniamo autonomamente e prendiamo decisioni autonome per noi e le nostre famiglie. Quindi, manteniamo la calma, seguiamo le giuste indicazioni del governo e non dimentichiamo che gli italiani sanno sempre trovare la via d’uscita, sanno sempre trovare una soluzione ai problemi.

Massimo Carpegna

Massimo Carpegna
Massimo Carpegnahttp://www.massimocarpegna.com
Docente di Formazione Corale, Composizione Corale e di Musica e Cinema presso il Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Scrittore, collabora con numerose testate con editoriali di cultura, società e politica.