“ Occupy Hong Kong !”: Nuove cariche sulla folla di studenti, cardinali e operai in piazza per la democrazia

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Ad Hong Kong continuano a divampare le proteste per le elezioni democratiche, insieme al fumo dei lacrimogeni lanciati dalla polizia sulle migliaia di giovani, che stanno affollando le piazze della capitale cinese, per ottenere libere elezioni democratiche e l’introduzione di diritti civili del tutto assenti nel paese.
Oggi 19 ottobre, nuove cariche della polizia si sono abbattutte sui manifestanti, mentre gli eventi di queste ore sono stati al centro dell’incontro tenutosi tra John Kerry segretario di stato americano e Xi Jinping, a Pechino in vista dell’incontro del 12 novembre. Gli stati Uniti si sono detti preoccupati per gli ultimi eventi, in risposta Pechino si è detta pronta a cooperare per oltrepassare le differenze. Di sottofondo a questa marcia nuziale resta il rumore dei manganelli sulla folla, e le note di bella Ciao cantate da un vescovo qualche giorno fa. Ma scopriamo insieme perchè e come ad hong Kong si protesta

Chi manifesta: A scendere in piazza è l’intera società civile, nelle sue compagini più’ disparate.
Dagli studenti ai cardinali, passando per medici, professori e operai.
A rendere possibile l’unione di intenti e interessi tra classi sociali cosi’ diverse è la comune richiesta di democrazia.
Da mesi, l’intera società civile cinese chiede e lotta per avere il diritto di scegliere il proprio capo politico attraverso libere elezioni democratiche, che si uniformino agli standard internazionali.
La risposta del governo di Pechino è stata un rinvio temporale della questione, e di fatto i sistemi elettorali continuano a essere immutati. Chi comanda una delle popolazioni più’ numerose del mondo continua a non essere eletto in maniera democratica, ma con sistemi autoritari e del tutto arbitrari.

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Il movimento di protesta, costola di Occupy Central: Le proteste di questi giorni nascono dal movimento pandemocratico finanziato dal magnate della comunicazione Jimmi Lay, in aperto conflitto con il governo centrale. Occupy Central era il nome del movimento, che nei sei mesi precedenti a questo settembre di fuoco, occupava ripetutamente il cuore finanziario della city; il Central per l’appunto. La novità di questi giorni sta nell’ occupazione, sempre pacifica, della frequentatissima zona commerciale della città. Il 26 settembre è nato, cosi’, Occupy Honk-Hong.

Ed è subito Umbrella revolution : Su twitter è gia nato l’hastag #UmbrellaRevolution.
Gli ombrelli, infatti stanno diventando il simbolo della rivolta. Usati per ripararsi dal caldo asfissiante dei 30 gradi e adoperati come scudo per proteggersi dagli spry urticanti dispersi sulla folla dalla polizia.

La rivoluzione che fa la raccolta differenziata: Ma l’immagine simbolo di ciò’ che sta accadendo da venerdì’ scorso ad Honk hong non è solo quella degli ombrelli scudo, ma anche e soprattutto, le centinaia di foto che ritraggono una piazza, divenuta da giorni domicilio di milioni di persone, assolutamente pulita e ordinata. Non è raro vedere manifestanti che gettano i propri rifiuti negli appositi cassonetti, facendo la raccolta differenziata. Nessuna vetrina o camionetta in fiamme. La coscienza civica è la mitragliatrice di questa protesta

Nessuna traccia nella stampa cinese: Oltre agli spray e ai lacrimogeni, il movimento deve fare i conti con la censura.
Fino a ieri il sito della principale agenzia stampa cinese era dominato da notizie sull x box e il gay pride siberiano.

La rivoluzione di Honk Hong è tecnologica: Nessun ritardo, nessun imprevisto nei flussi di occupazione. Migliaglia di persone affluiscono contemporaneamente nello stesso luogo e nulla va storto. Massima armonia e coordinazione.
Ogni sigla – due lettere e una cifra- ha un significato e indica un luogo, un’ora, un tipo di assembramento. La comunicazione avviene via Fire Chat, l’app che permette di comunicare anche off-line.
Ed è già storia. Una grande lezione di civiltà a tutto il mondo.