Omicidio 14enne Pantano: la rabbia dei compagni di scuola della vittima

Tutti lo ricordano come un bravo ragazzo

Un rientro difficile, un giorno triste per i compagni di scuola del 14enne ucciso nel parcheggio della metropolitana Pantano da una serie di colpi di pistola sparati da un gruppo di persone che si trovavano all’interno di un’automobile e il cui gesto dovrebbe essere ricollegato a una ritorsione messa in atto dopo una lite tra il patrigno della vittima e un altro uomo avvenuta in un bar lungo la Casalina.

Ricordiamo che, secondo quanto riportato dall’ANSA, un giovane si sarebbe consegnato ai carabinieri quale colpevole dell’assassinio del 14enne. Si tratta di un ventiquattrenne, originario dell’Est, che si è costituito ai carabinieri  nella serata di ieri in caserma accompagnato da due avvocati.

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Tornando ai compagni di scuola della vittima, è stato il Sole24ore a raccogliere le loro voci in merito alla tragedia avvenuta all’interno del territorio comunale di Monte Compatri, nel parcheggio della fermata della Metro C di Roma, Pantano.

Era un bravo ragazzo e andava bene a scuola. È successo quello che non doveva succedere. Non mi aspettavo potesse succedere una cosa del genere. Una cosa impensabile” dice un compagno di classe di Ivan nella terza G della Scuola Media Domenico Savio a Finocchio, alle porte di Roma. “Era mio amico, parlavamo sempre in classe e andavamo a mangiare il kebab insieme” racconta. “Un bravo ragazzo, non se lo meritava. Oggi ognuno di noi ha portato qualcosa per ricordarlo” racconta una compagna in lacrime.