Cronaca
Omicidio Avellino, l’amore infinito di una madre: “Non posso lasciare sola mia figlia”

“Non posso lasciare sola mia figlia”, dice mamma Liana al Corriere della Sera. È la voce di una mamma che adesso è chiusa nel suo dolore, il dolore per aver perso il marito irrimediabilmente, ma anche il dolore per una figlia plagiata e psicologicamente distaccata da lei e dall’amore che una figlia dovrebbe provare per la propria famiglia.
Una crisi adolescenziale, anche se chiamarla così sarebbe un puro eufemismo, un atto di ribellione estremo e senza senso logico, ha portato due sere fa la giovane Elena a fare uccidere il suo papà. Il suo papà che non approvava la sua relazione con il nuovo fidanzato.
Litigi continui, porte sbattute, minacce che Aldo e Liana pensavano fossero solo le innocenti minacce di una adolescente alle prese col suo primo amore. Quando litigavano per colpa di Giovanni (questo il nome del fidanzato), Elena ripeteva minacciosa che sarebbe rimasta con lui “a qualunque costo”. Ma in casa nessuno avrebbe mai potuto pensare che quelle tre parole “a qualunque costo” potessero significare anche pagando con la stessa vita di un familiare.
E così ieri Liana ed Emilia, sorella di Elena, hanno raccontato alla polizia tutti i litigi e tutti i drammi che si consumavano tra le mura domestiche. Mentre Elena raccontava alla polizia di come un presunto ladro fosse entrato in casa, Liana è rimasta in silenzio: in silenzio fino alla notizia della morte del marito. Lì ha gridato tutto il suo dolore ai carabinieri, ha raccontato delle liti, delle minacce, e si è arrivati alla aberrante ed agghiacciante conclusione: Elena ha fatto uccidere il suo papà.
Ma mamma Liana dice di non volerla abbandonare, che non lascerà sola la figlia. “Devo trovarle subito un legale, così potrà difendersi”, dice. “Voleva farci uccidere tutti, ma non la lascio sola”.









