Enea Simonetti ed Arianna Orazi avrebbero oramai ceduto e confessato: sono stati loro ad uccidere Rosina Carsetti, ad architettare tutto, a inventarsi una fantomatica rapina che non si è mai verificata.
I due avevano architettato tutto alla perfezione. Non lasciano scampo i messaggi che i due si scambiavano su Instagram. Messaggi come: “vieni, ho studiato il piano” o “ho commesso tre errori” (dove con alta probabilità Arianna si riferiva ad errori commessi dopo l’omicidio).
E poi tutte le incongruenze nei loro racconti, le dissonanze. A iniziare dal fatto che un ladro fosse entrato e avesse ucciso a freddo e senza una ragione una povera anziana, lasciando indenni Arianna ed il padre. Già questo, quella sera del 24 dicembre, era bastato a far scattare i sospetti nei confronti della loro versione dei fatti.
E poi i 2000 euro scomparsi da casa e ritrovati nell’auto di Arianna. Il cavo del folletto con cui Arianna diceva di esser stata legata, che invece dagli incidenti probabatori si è rivelato inadeguato a legare una persona in modo da poterla immobilizzare.
Persino l’avvocato Andrea Netti si è rivoltato contro di loro: “Hanno sbagliato, tutto si è ritorto contro di loro. È stato messo in piedi un gigante con i piedi di argilla”.








