Una lettera è stata recapitata ai familiari di Filippo Ceravolo, il 19enne che la sera del 25 ottobre 2012 fu ucciso per un errore.
Il bersaglio infatti, non era lui, ma Emanuele Tassone, un esponente mafioso. Filippo, ignaro di tutto, gli aveva chiesto un passaggio perché la sua auto era rimasta in panne mentre rientrava dalla casa della sua fidanzata.
Qualcuno ha esploso dei colpi di arma da fuoco contro l’auto di Tassone, colpi che però hanno invece raggiunto Filippo, lasciando invece il guidatore completamente illeso.
Adesso una lettera contentente il nome di chi avrebbe sparato è stata recapitata ai genitori. Nella lettera anche dettagli sull’agguato e sull’arma utlizzata.
I genitori di Filippo l’hanno portata ai carabinieri, alla stampa hanno riferito di non voler commentare l’accaduto. La stessa cosa viene asserita dall’avvocato.
Per gli inquirenti potrebbe comunque trattarsi di un tentativo di depistaggio.










