Caos giustizia, 67 magistrati chiedono a Mattarella intervento immediato

Omicidio Desirèe: 4 condanne, ma solo 2 all’ergastolo. Le parole della mamma

“Uno degli assassini di mia figlia è libero. Non me lo spiego, non è giustizia. Sono molto delusa”. Così si esprime Barbara Mariottini, la mamma di Desirée, la sedicenne di Cisterna di Latina trovata morta in un palazzo di San Lorenzo il 19 ottobre del 2018.

I giudici della Terza Corte d’Assise di Roma hanno condannato tutti e 4 gli imputati, soltanto due hanno avuto l’ergastolo, uno è addirittura tornato (temporaneamente) a piede libero.

Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe, quattro cittadini africani accusati di avere violentato e ucciso con un mix di droghe la giovane, erano tutti sotto accusa per omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori.

I giudici hanno condannato Gara e Salia all’ergastolo, Chima a 27 anni di carcere e Minthe a 24 anni e 6 mesi.

Barbara ha ribadito che “mi attendevo quattro ergastoli, non sono soddisfatta di questa sentenza soprattutto perché uno degli imputati torna libero e questo non doveva succedere. Non ho avuto giustizia”.

“Sono molto arrabbiata – ha aggiunto Barbara Mariottini – Era una bambina di 16 anni. L’hanno lasciata dopo 4 ore di agonia”. Secondo le ricostuzioni, infatti, Desirée è morta dopo una agonia a causa di un mix di droghe pesanti, tra cui metadone, che l’hanno portata all’overdose. Mentre era incosciente, i quattro uomini che erano con lei nello stabile l’hanno violentata a turno e poi abbandonata su una brandina, senza nemmeno chiamare i soccorsi.

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