Omicidio Ilenia Fabbri: l’assassino era già sotto casa

L'assassino si trovava forse già sotto casa. La figlia Arianna continua a sostenere l'innocenza del padre

Secondo quanto riportato da Vanity Fair, l’assassino di Ilenia Fabbri si trovava già sotto casa quando la figlia Arianna e l’ex marito Claudio Nanni sono usciti per andare a ritirare l’auto a Milano quella mattina. Questo sarebbe quanto risulta dal nutrito faldone del processo.

Per la figlia Arianna, è impossibile che sia stato il padre a ucciderla, per gli inquirenti, invece, l’uomo avrebbe ingaggiato un sicario per mettere fine alla sua vita. E spunta ora una frase inquietante, che è stata messa agli atti. Si tratta di una frase pronunciata da Nanni: “Conosci qualcuno che possa fare del male a mia moglie?“. Questa frase è stata riportata da un testimone e, se fosse vera, sarebbe assai indicativa. Tuttavia, potrebbe essersi trattato di una semplice frase detta in un momento di forte rabbia e dunque, da qui ad arrvare a commissionare un vero e proprio omicidio, è ovvio che ce ne corre. Ma gli inquirenti stanno proprio lavorando per raccogliere prove in tal senso, e per riuscire a comprendere se davvero Claudio Nanni possa aver compiuto un gesto di tale efferatezza.

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Intanto, nelle ultime ore, circola sul web la lettera della figlia Arianna ai media: “I miei si sono separati 2-3 anni fa” scrive la ragazza in una lettera ai media, “non si parlavano più né di persona e né per telefono e, se avevano qualcosa da dirsi, comunicavano solo tramite avvocati per le loro udienze che avevano. Quella mattina del 6 febbraio avevamo organizzato di partire presto assieme per ritirare la macchina che ho comprato a Milano. Ci eravamo organizzati i giorni scorsi e mia mamma sapeva tutto, come anche due mie amiche. Dopo un po’ che io e babbo siamo partiti, ho ricevuto quella chiamata. A tutti e due è crollato il mondo addosso. Quando siamo tornati a casa di mamma, lui mi ha aspettato fuori tra macchine della polizia e poliziotti, mentre io sono entrata con due poliziotti in garage con la porta aperta (ma io, uscendo, l’avevo chiusa a chiave) ed entrando con loro in cucina ho visto mamma. Sono scappata urlando contro un poliziotto, dicendo che mi doveva trovare l’assassino perché lo voglio ammazzare con le mie stesse mani. Il poliziotto mi seguiva nel parcheggio, mentre ero disperata, l’ho un po’ menato mentre urlavo e mio babbo, che era ancora all’oscuro di tutto, mi diceva: ‘Arianna calmati, non puoi urlare e comportarti così.’ E allora io: ‘Babbo stai zitto perché la mamma è morta!’ Detto questo, mio babbo ha iniziato a piangere e a sedersi perché anche lui era sotto shock”. Questa reazione, dunque, lascerebbe pensare che l’uomo davvero non sapesse nulla dell’assassinio. 

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.

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