Omicidio Mario Cerciello Rega: Varriale, mostrammo il distintivo

Chiarezza sul motivo per il quale i due carabinieri si sono presentati all’appuntamento senza l’arma di servizio.

Carabiniere commemora collega: procedimento disciplinare

Nel corso dell’audizione innanzi ai magistrati di Roma, tenutasi il giorno 9 agosto 2019, Andrea Varriale, collega di Mario Cerciello Rega ha dichiarato espressamente: “quella sera ci qualificammo mostrando la placca identificativa”. In occasione di tale audizione Andrea ha tentato di ricostruire nei minimi dettagli la tragica notte del 26 luglio. La stessa notte in cui il Vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ha perso la vita nel quartiere Prati in via Censi a causa di 11 coltellate sferrate senza nessuna pietà da un cittadino  americano di soli 20 anni, Finningan Lee Elder.

Nel corso dell’udienza Andrea Varriale ha messo in evidenza il motivo per il quale quella notte non aveva con sé la pistola di servizio. Quando si è in borghese è difficile tenere nascosta una pistola. Tale dichiarazione è stata fondamentale per la ricostruzione dei fatti, prima di essa infatti non era chiaro se i due carabinieri fossero armati o meno. Varriale ha precisato, innanzi al Pubblico Ministero, che l’attività di controllo posta in essere presso le piazze di spaccio viene svolto in borghese. Ed è proprio per questo il motivo per il quale sia Verriale che il collega Cerciello quella tragica notte erano sprovvisti di armi. Non è semplice nascondere una pistola in abiti comuni, senza fondina e senza cinturone. 

Svolgimento dei fatti

La notte tra il 25 e il 26 luglio scorso il ventenne americano Finnegan Elder Lee sferra senza nessuna pietà ben 11 coltellate al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Subito dopo Finnegan, forse preso dal panico, scappa insieme all’altro ragazzo che lo stava accompagnando.

Il vicebrigadiere si era recato all’incontro con i due americani senza alcuna arma, essendo in borghese, Per il recupero il borsello di Sergio Brugiatelli. Immediata La chiamata ai soccorsi da parte del collega Varriale. Purtroppo però ogni tentativo di rianimare il giovane è stato vano, troppe le ferite riportate sul suo corpo. 

Leggi anche: Uomo dá un calcio a bimbo immigrato di 3 anni, incredibile il motivo