Altra nuova, inquietante ipotesi sull’omicidio di Viviana Parisi e il piccolo Gioele. Potrebbero essere stati annegati.
A dirlo, in una intervista a Il Giornale, della giornalista Rosa Scognamiglio, è il consulente tecnico di parte del marito di Viviana, Daniele Mondello e del resto della famiglia.
Il consulente Carmelo Lavorino afferma infatti di non credere assolutamente all’ipotesi dell’omicidio-suicidio, portata invece avanti sin dall’inizio dagli inquirenti.
Le “evidenze scientifiche” a testimonianza di questa tesi sono molteplici. Una di queste è la “colorazione rosacea dei denti“, tipica, sostiene Lavorino, di chi è morto per annegamento ed è stato del tempo in acqua. Ma anche il fatto che vi sia una vera e propria impossibilità ad arrampicarsi su di un traliccio con un bambino in braccio e per di più, dice Lavorino, “con semplici scarpe ginniche a suola non prensile e per di più su di un traliccio di metallo rovente e pieno di spuntoni”.
Insomma, Viviana e Gioele sarebbero morti altrove, ad opera di persone che “conoscevano bene la geografia del posto”, e poi spostati in un secondo momento, per simulare un omicidio-suicidio e depistare le indagini. Questa la tesi del consulente.











