Open Arms gioca a carte scoperte: ecco il piano dell’ONG

Per l'equipaggio della ong continuare la navigazione sarebbe eccessivo per gli immigrati a bordo

Buone nuove per l’equipaggio a bordo della nave Open Arms, il premier spagnolo ovvero Pedro Sanchez ha deciso di aprire il porto del proprio paese affinché la nave possa attraccare.

Sorprendentemente l’ong ha declinato l’offerta in quanto “sette giorni di navigazione sarebbero eccessivi”. Motivazione dubbiosa dato che hanno trascorso ben 17 giorni per cercare di attraccare a tutti costi in Italia.

Salvini: “non è un campo profughi”

Immediata la reazione del ministro degli interni Salvini che ha subito sottolineato come sia poco corretto il comportamento della ONG spagnola. Inoltre, ha precisato che non si tratta di una crociera turistica dove decidere liberamente dove sbarcare.

Salvini ha poi ribadito il suo impegno affinché l’equipaggio della ong non sbarchi in Italia ed il suo slogan “l’Italia non è il campo profughi D’Europa”. Sono davvero molte le discrasie emerse dalla questione Open Arms, a partire dall’emergenza sanitaria lanciata dall’equipaggio, successivamente smentita grazie all’ispezione eseguita dal medico della sanità marittima.

Questi ha ribadito che l’equipaggio risulta estremamente provato dal viaggio ma non risultano particolari patologie, si tratta di semplice e normale stanchezza. A tal punto sorge un interrogativo importante, l’open Arms che aveva tanto a cuore la condizione psicofisica dell’equipaggio, perché ha rifiutato di attraccare nel porto spagnolo? E perché ha preferito continuare a lottare per attraccare in Italia?

L’obiettivo è creare un precedente?

Secondo alcuni il piano della open Arms è chiaro: suscitare un caso politico per fare pressione sull’Italia. Magari da tale situazione può crearsi un “precedente” cosicché anche le future ong potranno attraccare nei nostri porti. La presa di posizione forte di Salvini ha aggiornato enormi problemi al traffico degli esseri umani, il ministro ha evitato un nuovo esodo estivo come purtroppo negli anni precedenti accadeva.

I porti chiusi sono un danno enorme per il business dell’immigrazione, business che crea un rendiconto addirittura più elevato della droga. Le conferme a queste supposizioni potranno essere riscontrate nei giorni a venire, in base alle scelte della ong.

Potrebbero interessarti anche