Oriana Fallaci: i libri come ragione di vita

Chi l’ha conosciuta la descrive in maniera molto chiara. Oriana Fallaci amava circondarsi di libri e per questi mostrava un’estrema devozione, come una madre verso un figlio. Alcuni riportano appunti scritti a mano e il più antico racchiude, in una stoffa azzurro-verde, la storia delle rivoluzioni d’Italia di Carlo Denina del 1816.

Questo lo racconta il bibliotecario della Pontificia Università Lateranense che incontrò la famosa scrittrice prima della sua morte, rimanendo colpito per tutti gli aneddoti che avevano a che fare con la preziosa collezione e svelando la paura che i testi potessero finire nelle mani di un rigattiere.

Loading...

Proprio in questi giorni, in cui anche la Rai vuole celebrare Oriana con una fiction, viene messo in luce l’impegno della cronista nel raccontare la tragedia della guerra e la devozione nei confronti della conoscenza.

I libri della giornalista fiorentina sono a disposizione di studenti e ricercatori dell’Università in un deposito custodito e climatizzato. La varietà è molta: testi sacri, profani, libri di storia, rime del Petrarca e le esplorazioni di Giulio Verne. Altri magari più vicini al mondo dell’autrice di “Un uomo”, come gli scritti di Panagulis nel libro “Vi scrivo da un carcere in Grecia”, con prefazione di Pasolini. Dedicata al rivoluzionario greco una poesia dal titolo, non a caso, “Viaggio”.