Palermo: rapina finita nel sangue, ucciso il rapinatore

La vittima un uomo di origini magrebine avrebbe avuto una colluttazione con il titolare dell'attività

Una rapina finita nel sangue. E’ successo a Palermo in via Maqueda al civico 169 dove un rapinatore di origine magrebina di circa 40 anni è stato ucciso stanotte mentre tentava di rubare in un minimarket. A uccidere l’aggressore è stato il titolare del negozio insieme a un dipendente entrambi bengalesi.

Ucciso a bastonate

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, questa notte poco dopo le due il quarantenne magrebino è entrato nel negozio e ha minacciato il dipendente. Voleva i soldi della cassa. La reazione del commesso e del suo amico è stata tempestiva: in pochissimi secondi il rapinatore è stato sopraffatto e gettato a terra. L’uomo ha provato a difendersi rompendo una bottiglia di vetro e brandendola contro i due bengalesi. Ma è stato colpito più volte con un bastone, fino a perdere conoscenza. Il rapinatore quindi è stato ucciso a bastonate e non con colpi d’arma da fuoco come si era ipotizzato in un primo momento. Qualcuno fra i residenti sentendo le urla e le sirene è sceso in strada per capire cosa stava accadendo.

A dare l’allarme il commerciante

A dare l’allarme e chiamare il 113 è stato lo stesso proprietario del negozio, sul posto sono intervenuti gli agenti che hanno trovato la vittima esanime a terra. I due bengalesi non sono scappati e avrebbero subito ammesso di essersi difesi dalle minacce del magrebino. Gli agenti hanno posto i sigilli al minimarket e chiuso l’area per effettuare i rilievi. All’interno del Ronju Shop di via Maqueda è stato sequestrato il bastone utilizzato per colpire il rapinatore, inoltre sono ancora visibili alcune bottiglie e altri prodotti sparsi sul pavimento,  insieme a qualche macchia di sangue.

Secondo il medico legale il rapinatore sarebbe morto per i colpi subiti,  Il magrebino era senza documenti e potrebbe essere un irregolare sul territorio. Gli agenti hanno requisito tutti i filmati delle telecamere della zona per trovare riscontri al racconto dei due sospettati portati in questura.

Il commerciante è stato portato in questura

Il commerciante insieme al dipendente entrambi feriti alle mani e alle braccia sono stati portati in questura. Il titolare è stato ascoltato durante la notte per raccontare la sua versione dei fatti. Dovrà spiegare agli investigatori cosa sia accaduto, se conoscesse il magrebino e se ci fossero stati dei precedenti. Sulla base di queste informazioni e dei riscontri l’autorità giudiziaria stabilirà come procedere nei suoi confronti dopo un secondo interrogatorio davanti al magistrato e agli agenti della Squadra Mobile.

 

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