Parigi e la bomba ad orologeria dello sciacallaggio che verrà

La battuta di caccia è iniziata.

La fascisteria italiota sta facendo festa grande, tutti agghindati con trombette e cappellini a fare il trenino cantando “Brigitte Bardot, Bardot!”

Dall’ultimo sgherro di sezione al caporione di partito si sentono finalmente liberi di sputar fuori tutto il veleno che gli circola nelle vene, di impestare il Paese d’odio come il contadino che pompa nuvole di diserbante nel suo campo.

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L’attacco a Parigi gli sarà parso come la carcassa ancora piena di brandelli di carne appare ad un branco di sciacalli affamati.

Una bomba ad orologeria piazzata nel cuore di un Paese culturalmente annientato, umanamente desertificato, intriso di quel razzismo ipocrita e fantozzianamente servile che “te ce fanno diventa’, razzista!”, salvo poi bruciare campi rom facendo far soldi a palate agli stessi ceffi che aizzano “la parte sana del paese” a difendersi dall’invasione di negri, zingari cinesi, comunisti e chiunque sia “diverso” dalla loro concezione di “normalità”, un Paese che sta affondando nelle sabbie mobili di un abbrutimento senza fine, in cui un uomo di sessant’anni che secca a sangue freddo un ragazzo, certo un ladro, di ventidue, invece di sparargli, che so, ad una gamba, se proprio non se ne può fare a meno, quasi quasi gli danno una medaglia, un Paese in cui, come ho scritto in un’altra occasione, la stessa brava “ggente” che urla alla democrazia violentata per quattro bancomat spaccati da giovani disperati senza nessun futuro davanti è la stessa che vota gentaglia che sta falcidiando diritti, libertà e vite intere pur di non perdere mazzette, poltrone e privilegi.

Saranno bui assai, i tempi che ci attendono, se non saremo capaci di spezzare l’accerchiamento del branco di sciacalli che son partiti per la battuta di caccia, e che non si fermeranno finché non riusciranno ad affondare i denti nella carcassa di questo disgraziato Paese, che da ridente penisola traboccante storia, cultura, bellezza, umanità, si sta lentamente ma inesorabilmente tramutando in un deserto di macerie, terra alla terra, polvere alla polvere.

Amen.

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