Pendolaria 2014: i drammi giornalieri dei pendolari

treno

18 Dicembre 2014: Legambiente presenta il consueto rapporto Pendolaria dedicato al trasporto su rotaia. I dati raccolti parlano chiaro: se l’ “alta velocità” offre un servizio ottimo, perché chi viaggia tutti i giorni deve fare i conti con mille disservizi? “è possibile che quasi tre milioni di persone che ogni giorno prendono il treno non interessino a nessuno?”

I dati raccolti da Legambiente nel rapporto Pendolaria 2014 confermano che “ ovunque si migliora il servizio (nuovi treni, puntuali, un servizio efficiente) il successo è garantito… Il problema è che…tra il 2009 e il 2012 si è assistito al paradosso per cui mentre i passeggeri aumentavano del 17% le risorse statali per il trasporto regionale su gomma e ferro si riducevano del 25%. Sta qui la ragione della situazione di degrado e incertezza del trasporto ferroviario in Italia. Ed è questa una delle ragioni che ha portato il numero dei pendolari su ferro a diminuire nel corso dell’ultimo biennio.” Se poi si considera l’ingiustificato aumento del costo dei biglietti e degli abbonamenti, di certo non si può biasimare chi ha rinunciato a spostarsi in treno.

Ma chi non è riuscito a fare a meno del trasporto su rotaia è costretto a vivere quelli che il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini definisce come “autentici drammi giornalieri” dovuti a treni affollati, spesso in ritardo, e “rimasti fermi agli anni Ottanta come tempi di percorrenza.”

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E così Legambiente stila la Top Ten delle tratte infernali: una selezione delle dieci peggiori linee ferroviarie italiane basata su “situazioni oggettive e proteste… che rispecchia quanto poco le Regioni ed i Governi hanno fatto nel corso degli ultimi anni e quanto le situazioni già critiche dei pendolari siano diventate insopportabili.”

Si tratta delle seguenti linee: la Roma Termini-Ciampino-Castelli Romani, la Circumflegrea, la Bergamo-Milano, la Siracusa-Ragusa-Gela, la Portogruaro-Venezia. Ed ancora la Catanzaro-Lido-Lamezia Terme, la Salerno-Potenza e la Campobasso-Isernia-Roma. A queste si aggiungono le linee cancellate: in Piemonte dal 2010 ad oggi sono state soppresse 14 linee, mentre per il collegamento Cremona-Piacenza, dove gli autobus hanno sostituito i treni, “i tempi di percorrenza dei bus sostitutivi sono superiori di 20/30 minuti rispetto a quelli del treno…andando di fatto a peggiorare enormemente le condizioni di viaggio dei pendolari.”

Ma il rapporto Pendolaria 2014 non si limita a descrivere la situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia. Legambiente propone anche delle soluzioni per uscire dalla crisi tutta italiana del servizio ferroviario: investimenti e liberalizzazione innanzitutto. “Di sicuro il Governo Renzi deve garantire che si fermino i tagli al servizio ferroviario.”

L’imbarazzante confronto tra le città italiane e quelle europee sulla qualità e l’efficienza del servizio ferroviario che conclude il rapporto mette a nudo l’arretratezza italiana soprattutto nell’ambito delle infrastrutture.

Nella pianificazione dei sistemi di trasporto i nostri politici dovrebbero tenere presente che “esiste anche un altro tipo di spread di cui preoccuparci, quello del trasporto collettivo e della conseguente sostenibilità ambientale dei nostri territori”.
Ma, come si legge all’inizio del documento di Legambiente, la condizione dei pendolari italiani è “un tema ancor prima che ambientale di dignità, di diritto alla mobilità delle persone. “

Nata a Pescara nel 1983, Chiara si laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo” a Roma nel 2007. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Attualmente è impegnata, tra le altre cose, nell'ambito dell'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri.