Piacenza contro le barriere architettoniche, ecco il fondo per abbatterle

Anche nel 2018 è possibile richiedere il contributo, destinato ai cittadini disabili con limitazioni funzionali permanenti, per il superamento degli ostacoli che creano difficoltà di fruibilità all'interno o all'esterno della propria abitazione.

Anche a Piacenza, come in tutte le città dell’Emilia Romagna, il rispetto della persona e delle diversità è un principio cardine di fondamentale importanza, che va dimostrato non solo tramite belle parole, ma con fatti concreti. Anche nel 2018, di conseguenza, è stato istituito un fondo, riservato ai cittadini con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, volto all’abbattimento delle barriere architettoniche che creano difficoltà di accesso e di fruibilità all’interno o all’esterno delle abitazioni in cui risiedono.

Il contributo, concesso a fondo perduto, si deve intendere come un aiuto a pagare le spese sostenute per la rimozione delle barriere architettoniche, fino ad un massimo, a richiedente, di 2.582,28 euro: oltre a tale cifra, possono essere riconosciuti ulteriori contributi parziali. Tra i requisiti richiesti per accedere al fondo per il superamento degli ostacoli fisici che condizionano la mobilità dei cittadini con limitazioni funzionali permanenti, vi è la condizione che i lavori sull’immobile non siano ancora iniziati, pertanto, questo contributo, si rivolge sia a chi già risiede nell’abitazione piacentina da ristrutturare, ma anche a chi ha intenzione di trasferirsi e dunque sta cercando casa in città.

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Requisiti e beneficiari del fondo.

Gli interventi per i quali è possibile richiedere il contributo sono molti e non definiti in una lista completa, in quanto, in base al tipo di struttura e al grado di invalidità, sono molto differenti gli ostacoli domestici che si possono incontrare nella propria quotidianità: solo per fare qualche esempio, gli interventi possono riguardare la rampa di accesso, il servoscala, l’ampliamento porte d’ingresso, l’adeguamento del bagno o di altri ambienti e tanti altri ancora.
Per poter accedere al fondo, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • Residenza anagrafica dell’invalido nell’immobile per il quale si chiede il contributo;
  • Le opere devono riguardare un edificio già esistente o non ristrutturato, nella parte oggetto dall’intervento, dopo l’11 agosto 1989;
  • Non aver ancora iniziato i lavori al momento della presentazione della domanda.

All’atto della presentazione della domanda è necessario attendere 15 giorni lavorativi per procedere all’intervento di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche, tempo necessario per l’effettuazione dei controlli che potranno avvenire anche mediante visite al domicilio.

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Il fondo si rivolge:

  • Al portatore di invalidità;
  • Al condominio: l’amministratore provvederà alla suddivisione del contributo tra i condomini che hanno effettivamente partecipato alla spesa;
  • A chi ha fiscalmente a carico il portatore di invalidità;
  • Al proprietario dell’immobile;
  • Al responsabile del centro o istituto (legge n.62/1989).

Come fare domanda.

Per fare richiesta di accesso al fondo è necessario consegnare al CAAD di Piacenza il modulo compilato, scaricabile sul sito del comune, allegando i seguenti documenti:

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  • Autocertificazione, anch’essa scaricabile a fondo pagina;
  • Certificato medico attestante le menomazioni funzionali permanenti atte a compromettere la mobilità oppure certificato A.S.L. o di altra commissione pubblica attestante l’invalidità totale con difficoltà di deambulazione;
  • Eventuale certificato di invalidità;
  • ISEE ordinario del nucleo familiare dell’invalido;
  • Preventivo di spesa con descrizione sommaria delle opere da eseguire;
  • Carta d’identità e codice fiscale della persona disabile, del richiedente (se diverso) e della persona avente diritto al contributo;
  • Marca da bollo da 16 euro;
  • Copia della delibera condominiale o dichiarazione dell’amministratore che attesti che i condomini sono stati informati dei lavori da eseguirsi, ma solo se i lavori insistono su parti comuni dell’edificio;
  • Benestare del proprietario dell’immobile (se la persona con invalidità è usufruttuaria).

Presentando la domanda correttamente compilata e corredata di tutti i documenti necessari, si accede a due diverse graduatorie, una nazionale e una regionale:

  1. Graduatoria nazionale: i fondi provengono dal bilancio statale e i criteri per la formazione della graduatoria sono la categoria di invalidità e la data di presentazione della domanda;
  2. Graduatoria regionale: i fondi provengono dal bilancio regionale e i criteri per la formazione della graduatoria sono la categoria di invalidità, il valore ISEE del nucleo familiare dell’invalido e la data di presentazione della domanda.
    In entrambe le graduatorie hanno la precedenza le domande degli invalidi totali con difficoltà di deambulazione.