Portuali di Trieste, pugno duro dello Stato e diritti umani violati

Monsignor Viganò: " La resistenza all'autorità che abusa del proprio potere..è doverosa. Luce sulla guerriglia del 18 ottobre 2020 a Trieste. All'interno dell'articolo le immagini.

Continua con le radici della pace, la protesta dei portuali di Trieste e dei cittadini, che da giorni sono impegnati insieme ad altre persone giunte da tutta Italia a manifestare contro l’obbligo del green pass e contro l’obbligo vaccinale, chiedendo al Governo il rispetto della libertà di scelta prevista dalla Costituzione italiana.

Il messaggio di Monsignor Viganò

A questo proposito si è espresso ieri Monsignor Viganò, con un messaggio ai portuali e ai manifestanti che Vi vogliamo trascrivere per intero:

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Carissimi amici, sto seguendo con viva apprensione la pacifica protesta che i portuali di Trieste hanno indetto da alcuni giorni, contro l’illegittima norma che obbliga tutti i lavoratori a munirsi di un lasciapassare sanitario, ottenibile sottoponendosi all’inoculazione del siero genico sperimentale, o sottoponendosi ogni quarantott’ore al tampone.

Avete ormai compreso, cari amici, che il cosiddetto vaccino sia ancora in fase sperimentale; che non si conoscano gli effetti a lungo termine; da settimane si contano sempre più reazioni avverse e decessi, che l’Autorità sanitaria – con la complicità dei media – cerca di nascondere catalogandoli come malori improvvisi.

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Siamo tutti cavie, oggetto della sperimentazione di massa imposta dalle case farmaceutiche ai loro servi nelle istituzioni. Sapete parimenti che il vaccino non garantisce alcuna immunità, non protegge dal contagiare né dall’essere contagiati. E sapete che pure i tamponi hanno un’attendibilità minima, perché non sono stati pensati per essere utilizzati a scopo diagnostico.

La violazione delle libertà naturali, dei diritti civili e costituzionali, del diritto alla libertà di parola e di pacifica manifestazione è divenuta strumento di coercizione e di ricatto da parte di un’Autorità civile che non tutela più la salute e il benessere dei cittadini, ma col pretesto della psicopandemia li vuole rendere schiavi. Eppure, un dipendente non può lavorare, non può percepire lo stipendio, né avere i permessi di malattia e di maternità, se non accetta di sottoporsi a questo vile ricatto, con il quale vi si vuole costringere a vaccinarvi o a dimostrare di non essere stati contagiati da un virus che nessun laboratorio – ripeto: nessuno – ha ancora isolato, ma solo sequenziato.

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E sfido chiunque a dimostrare il contrario. Schiavi da controllare, da sorvegliare, dei quali tracciare ogni movimento, ogni acquisto, ogni transazione, ogni attività. E non vi stupite: tutto quello che stanno facendo in questi mesi – e che faranno nei prossimi se nessuno li ferma – era stato dichiarato chiaramente.

Dall’uso dell’emergenza pandemica per imporre nuove forme di controllo, al ricorso all’emergenza ecologica per impedirci di usare l’auto, di acquistare determinati prodotti, di usare la luce o il gas. Nei loro progetti, vogliono distruggere il nostro mondo, la nostra cultura, la nostra Religione, il nostro modo di vivere, di lavorare, di rapportarci l’un l’altro.

Dobbiamo diventare degli automi senza giudizio critico, dei clienti delle loro multinazionali, degli schiavi sottopagati delle loro aziende, senza diritti, senza tutele, senza previdenza sociale e senza libertà Qualcuno di voi – soprattutto tra quanti si sono uniti a questa protesta da poco – penseranno che quanto vi dico siano teoremi da cospirazionisti.

Qualcuno pensa ingenuamente che questa pandemia – i cui morti sono stati causati quasi interamente dal divieto di seguire protocolli efficaci – sia soltanto stata gestita male, da persone incompetenti o sprovvedute. Ma non è così. Chi parla del calo dei contagiati e dell’assenza di green pass nei Paesi del Nordeuropa ignora che, tra qualche mese, in Danimarca sarà obbligatorio l’ID digitale con cui ogni cittadino sarà schedato con la carta di identità, il passaporto, il codice fiscale, la tessera sanitaria, lo stato vaccinale e il conto bancario.

E se non vi sono stati lockdown e coprifuoco; se non si sono rese obbligatorie le mascherine, è solo perché quei Paesi sono già perfettamente globalizzati, indottrinati all’ideologia del Great Reset, pronti a farsi inserire il microchip sottocutaneo. In Svezia il microchip è già attivo su base volontaria, e usato per aprire la porta di casa o mettere in moto l’auto. Nei Paesi del Nord gli acquisti online, l’uso dei rider, i pagamenti elettronici sono già realtà da tempo. Ma qui da noi no: fino al Febbraio dello scorso anno, chi voleva una pizza la ordinava sotto casa, senza bisogno di usare una app. Ecco perché in Italia, in Spagna, in Portogallo e in genere in tutti i Paesi di tradizione cattolica – i Paesi che alcuni considerano arretrati – si è dovuta usare l’emergenza pandemica: essa doveva servire per costringerci a cancellare il nostro modo di vivere – un modo di vivere umano, fatto di rapporti interpersonali, di saluti, di abbracci, di conversazioni e scambi di idee – sostituendolo con il ricorso alla tecnologia, all’internet delle cose, all’applicazione impersonale che registra cosa compriamo, quando, dove, a che prezzo e con quale tipo di pagamento. Vogliono sapere cosa scriviamo sui social, cosa diciamo tra le pareti di casa con Alexa e Google, cosa ci piace leggere su Kindle, quali film guardiamo su Netflix e quale musica ascoltiamo con Spotify.

Sanno dove ci spostiamo perché l’auto, il cellulare, l’orologio, l’iPad e addirittura la borsa e i vestiti hanno una connessione alla rete. A loro non interessa violare la legge. Non interessa infrangere impunemente la Costituzione, e men che meno la legge di Dio. Non temono nessuno, se non i loro padroni. Vogliono sapere il vostro battito cardiaco, la vostra pressione sanguigna, il livello degli zuccheri nel sangue, e ovviamente quante e quali vaccinazioni avete fatto o dovete fare. Vogliono controllare anche i vostri cicli riproduttivi, decidendo loro se e quando potete essere fertili. Sanno quanto guadagnate, quanto spendete, come lo spendete, con chi vi incontrate, su quali mezzi viaggiate.

In Italia questo sta avvenendo più lentamente che altrove. Grazie a Dio, ci sono persone come voi e come tanti altri cittadini che hanno capito che la vaccinazione è un pretesto per mettervi definitivamente il guinzaglio, costringervi a fare ciò che non volete solo perché altrimenti non potete lavorare, viaggiare, mangiare. La classe politica – tutta la classe politica attuale, dalla maggioranza all’opposizione – è completamente asservita ad un potere tirannico che comanda i governi, la finanza, la sanità, i media, le grandi aziende, le forze dell’ordine, la magistratura. E la Gerarchia ecclesiastica non fa eccezione, asservita anch’essa al Nuovo Ordine Mondiale.

Questa vostra protesta, cari amici, è molto più importante di quello che può apparire. Perché voi state manifestando non solo contro un vile ricatto, con il quale dovete scegliere tra lo stipendio o l’uso di un lasciapassare; ma contro un’intera ideologia, contro un potere tirannico senza volto che cerca di imporsi definitivamente, che gode dell’appoggio incondizionato dei media e della politica. Un potere che nessuno ha mai eletto, e che proprio per questo non considera necessari né il voto democratico, né il ruolo dei rappresentanti del popolo, dal momento che se li è già comprati e li ricatta.

Questa mattina siete stati allontanati dagli accessi del porto con gli idranti, i gas lacrimogeni e i manganelli. Mezzi con cui si disperdono criminali violenti, non famiglie pacifiche e onesti lavoratori che vedono in pericolo il proprio stipendio e la propria libertà. Siete stati caricati da poliziotti e carabinieri che per primi stanno sperimentando l’assurdità del green pass, visto che alcuni di loro ne sono sprovvisti. Spero che la vostra risposta pacifica e composta li induca a pensare a ciò che stanno facendo, al tradimento della Costituzione sulla quale hanno giurato, ai tiranni a cui obbediscono.

Vi esorto a non cedere alla violenza, ma parimenti a non lasciarvi intimidire da governanti nominati dalle banche e dalle case farmaceutiche, perché il loro potere dura finché c’è chi si lascia impaurire, chi obbedisce, chi piega il capo e sopporta in silenzio. Se ciascuno di voi, con fermezza e in modo pacifico, saprà resistere a questa intollerabile sopraffazione, questa grottesca farsa crollerà inesorabilmente, e con essa i figuranti e le comparse che la assecondano Se ciascuno di voi, con fermezza e in modo pacifico, saprà resistere a questa intollerabile sopraffazione, questa grottesca farsa crollerà inesorabilmente, e con essa i figuranti e le comparse che la assecondano.

La resistenza ad un’autorità che abusa del proprio potere contro il fine per cui è stata costituita è non solo legittima, ma doverosa; come fu doverosa la lotta contro il totalitarismo e contro ogni forma di dittatura. E ricordatevi che siete tutti Cristiani, che i vostri padri e le vostre madri vi hanno trasmesso una Fede e dei valori che hanno permesso alla nostra amata Patria di essere faro di civiltà, di cultura, di arte, di impresa. Chi ha combattuto dando la vita per l’Italia, per difenderne la sovranità e l’indipendenza, vi guarda dal cielo e si aspetta pari fierezza, pari coraggio, pari onore. Ricordatevi del vostro Vescovo Mons. Antonio Santin, che tenne testa ai fascisti, ai nazisti e ai comunisti. Difendiamo la nostra identità, la nostra Religione, i nostri valori, i nostri figli, i nostri cari, il nostro lavoro, il nostro focolare.

E vi scongiuro: non cedete alle provocazioni di chi non cerca che il pretesto per trasformare questa Nazione in un regime asservito alla Massoneria, al Gruppo Bilderberg, al Club di Roma, alla Trilaterale, al World Economic Forum, all’OMS e a tutti questi cospiratori senza nome e senza volto. La resistenza ad un’autorità che abusa del proprio potere contro il fine per cui è stata costituita è non solo legittima, ma doverosa; come fu doverosa la lotta contro il totalitarismo e contro ogni forma di dittatura La vostra arma, un’arma terribile e potentissima, deve essere il Santo Rosario.

Invocate la Vergine Santissima, pregatela insieme ai vostri cari, ai vostri figli e ai vostri fratelli; impugnate la Corona benedetta! Chiediamo insieme Maria Madre e Regina di Monte Grisa e alla Madonna della Salute venerata a Santa Maria Maggiore, di soccorrere la nostra Italia, di proteggerla, di liberarla. Pregate con fede, e sarà Lei a sbaragliare e sconfiggere inesorabilmente il nostro avversario.

Vi benedico tutti, assicurandovi della mia preghiera e chiedendovi, scongiurandovi di riporre tutte le vostre speranze nella Vergine Santissima, nostra Signora, nostra Madre, Aiuto dei Cristiani.

Viva Maria! Viva Cristo Re!

Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

18 Ottobre 2021 San Luca Evangelista

Trieste sotto assedio

Polizia pronta alla carica. Credit foto: by Vale Simia

Una Trieste sotto assedio quella di ieri. In prima mattinata le Forze dell’Ordine sono entrate dal Varco 1 del Molo Settimo per uscire frontalmente ai manifestanti all’entrata del Varco 4 del Porto di Trieste.
Lo scopo è stato chiaro fin da subito:”sfollare” i manifestanti “in nome della Legge” e forse.. dal gesto del suo esecutore, anche in nome di qualcos’altro. L’atteggiamento delle Forze di Polizia non è stato dei più morbidi: caschi blu armati di scudo, impegnati in una falange “quasi spartana” che non lasciava spazio alla trattativa.

I manifestanti hanno cercato di parlare con gli agenti nel tentativo di convincerli pacificamente delle loro motivazioni e spesso hanno ribadito “stiamo arretrando“. Ma i caschi blu, ripresi nelle seguenti immagini dall’emittente in diretta LocalTeam, hanno mantenuto un atteggiamento provocatorio e soprattutto violento, in linea evidentemente con gli ordini ricevuti. Chiaramente non in linea con il rispetto per la “zona franca” di Trieste.

Il Governo italiano infatti nel 1954 si è impegnato ad esercitare l’amministrazione civile provvisoria dell’attuale Territorio Libero di Trieste: il Memorandum d’Intesa sul Territorio Libero di Trieste (anche detto “di Londra”) ha infatti confermato l’indipendenza della città di Trieste.

Cariche della polizia e uso degli idranti sulle persone

Le cariche della polizia sono proseguite anche nel pomeriggio, nonostante la manifestazione si sia trasferita in Piazza Unità.

Il conflitto si è esteso anche alle vie limitrofe del Varco 4 fino a raggiungere il Rione di Campi Elisi, sotto gli occhi di una città incredula ma non cieca, che si è lamentata anche sui social network, in particolare chi vive in quelle zone. Manganellate, colpi di scudo e lanci di lacrimogeni per disperdere una massa ormai formata da pochissimi manifestanti.

Le Forze dell’ Ordine armate di tutto punto, hanno usato i gas e hanno fatto un largo uso degli idranti anche quando la folla non era compatta o assembrata. Gli scontri sono proseguiti fino a tarda sera. Sembra infatti che un gruppo di manifestanti estraneo ai lavoratori portuali e non triestini , si siano “infiltrati” al fine di provocare ulteriori disordini.

Guerriglia Trieste, uso degli idranti anche sulle singole persone. Credit foto: by Vale Simia

A questo link potrete trovare diversi video e immagini che non lasciano molti margini di dubbio sulla violenza vista ieri

a Trieste: https://www.localteam.it/.

La narrazione dell’eroe

Usare violenza contro una folla pacifica è segno di una formazione non basata né sul rispetto dei diritti umani né in protezione dei diritti fontamentali dell’uomo. In questo caso é chiaro agli occhi del mondo che l’uso della forza non è stato esercitato in conformità dei principi di “necessità e proporzionalità” che sono fondamentali per lo sviluppo di società giuste ed equilibrate.

La narrazione dell’eroe rende infatti impossibile vedere le Forze dell’Ordine per ciò che ieri si sono dimostrate: un corpo di uomini che eseguono gli ordini in nome dello Stato e che in certi settori ha forse bisogno di essere riformato e ripulito a tutti i livelli, anche quando non commette atti eclatanti come quelli di ieri.

Il Reportage esclusivo della trasmissione Fuori dal Coro :
https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/il-reportage-unico-ed-esclusivo-delle-proteste-di-trieste_F311281401007C20?fbclid=IwAR2mRmWqe7dtx1-QU433xxjqIyxhe839Pk_yJ1_-1GujZ9IswQHKx2y0P3M

E’ noto purtroppo in Italia come il delirio di onnipotenza di alcune frange deviate delle Forze dell’Ordine vada di pari passo  con il “culto del fascismo” negli ambienti militari e la certezza dell’intoccabilità. Un mix fatale che nei decenni si è radicato anche grazie ad una politica decisamente corrotta. 

Ieri a Trieste abbiamo assistito ad un “dichiarato pacifismo a mani alzate “davanti a una violenza totalmente ingiustificata, che deve essere posta all’attenzione della parte sana delle Forze dell’ Ordine.

Le immagini parlano da sole. Eppure a Genova non è andata così. Perchè? 

Un uomo colpito dai getti. Credit foto: by Vale Simia
Molti i cittadini coinvolti nella guerriglia tra polizia e manifestanti. Trieste, 18 ottobre. Credit foto: by Vale Simia
Polizia al Varco 4 del Porto di Trieste durante le fasi della guerriglia in città. Credit foto: by Vale Simia

Stefano Puzzer, leader dei portuali, ha più volte ribadito l’importanza della non violenza e l’importanza che “non succeda più quello che è accaduto ieri a Trieste“. L”ultima cosa che si vuole é che la rabbia, la stanchezza e la confusione di tutte le forze impegnate, degenerino in assalti violenti.

Trieste ora è riunita per ironia della sorte..in Piazza Unità d’Italia ed è da lì che i lavoratori e i cittadini chiedono la libertà contro il green pass.

Una città di fede Trieste, che si unisce soprattutto spiritualmente sostenendo la non violenza. Una città che si tiene per mano, che si raccoglie in preghiera.

Una città che attraverso i suoi guerrieri di Luce, lotta contro l’ingiustizia e contro un governo tiranno.