Cronaca
Positivo arcivescovo di Milano; ritorna la polemica per la chiusura delle chiese

A renderlo noto è la stessa Arcidiocesi, che seguendo i protocolli aveva sottoposto l’arcivescovo al tampone, risultato poi positivo ad esso. Viene ora designato un vicario che sosterrà la diocesi nei prossimi giorni.
Il protocollo previsto
Delpini è asintomatico, ma seguendo i protocolli è stato messo in quarantena per i giorni previsti.
La diocesi fa sapere che per gli impegni dell’arcivescovo saranno i suoi vicari a sostituirlo, mentre gli appuntamenti pubblici saranno rinviati.
Sarà inoltre stilata una lista dei contatti presi dall’arcivescovo negli scorsi giorni, assieme agli accertamenti previsti.
La polemica sulle chiese
La positività di un membro così illustre della Chiesa di sicuro non passa inosservata e accentua le polemiche che avevano circondato il nuovo Dpcm in questo ambito.
Se infatti la chiusura anticipata dei locali di certo non è stata gradita, ancora più ingiusta pare esserlo se confrontata con la situazione delle chiese italiane le quali rimangono aperte al pubblico senza limitazioni riguardanti gli orari.
Oltre ai proprietari di attività come bar e ristoranti, a contestare le scelte governative sono stati anche i responsabili di cinema e teatri che non vedono la differenza tra le loro attività e un luogo di ritrovo come può essere una parrocchia.
In entrambi i luoghi le distanze vengono infatti rispettate e i contagi sono piuttosto limitati.
C’è da dire però che le chiese costituiscono uno dei principali ritrovi per le persone più a rischio quando si parla di Covid: gli anziani.
La polemica si aggira proprio su questo punto. Se infatti i luoghi di ritrovo devono essere chiusi per limitare i contagi, perché non partire proprio da quei luoghi dove il Coronavirus ha alto rischio di essere letale?
Per ora non si hanno risposte da parte del governo in merito, e la sensazione di molti è quella di un andamento a tentativi da parte delle istituzioni, visti soprattutto i rilasci così ravvicinati tra loro delle nuove norme.
La Lombardia in questo senso potrebbe adottare nuove restrizioni per luoghi così rischiosi come le chiese, le quali potrebbero essere chiuse.
Provvedimenti simili, per un luogo di sicuro non essenziale, devono essere presi in considerazione per poter salvare dalla chiusura centinaia di attività che danno da mangiare ad altrettante famiglie.









