Si è aperta oggi, nell’aula della Corte di Assise del Tribunale di Frosinone, una nuova udienza del processo per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte. Willy è morto tragicamente la notte dello scorso 6 settembre, ucciso a Colleferro durante una rissa dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi. Gli imputati dentro le celle di sicurezza.
I due fratelli sono uno accanto all’altro, e vicino a loro M. P. che prese parte al pestaggio. Unico ai domiciliari è F. B., che arriva scortato dalla polizia penitenziaria.
“Ero un semplice ragazzo, lavoravo al bar di mio fratello, ho sempre praticato il mio sport, la disciplina dell’Mma, da quando avevo 9 anni. Una passione di famiglia, visto che il maestro era mio zio, e che volevo fare come lavoro. Una semplice vita la mia, tra casa, amici e palestra”, dice Mario Bianchi. “Prima di iniziare a lavorare al ristorante mi arrangiavo ma in nero, ho sempre lavorato. Lo sport che praticavo – riferisce Bianchi al Pm- è uno sport come tutti gli altri, con delle regole. Mi chiamavano ‘Maldito il maledetto’, ma senza un significato preciso, ero un nome come tanti”.










