Si sono svolti nel campo sportivo di Paliano i funerali del giovane Willy, il ragazzo ucciso brutalmente a Colleferro, vittima di calci e pugni. Alla cerimonia presente anche il premier Conte, che ha confortato la famiglia Monteiro Duarte. Il presidente del consiglio, ha detto ai genitori e alla sorella di Willy che l’Italia è con loro, aggiungendo: «Ora ci aspettiamo condanne severe e certe. Abbiamo seguito tutti questa vicenda di efferata violenza. Non possiamo minimizzarla né sottovalutarla. Non possiamo degradarla a singolo episodio. Dobbiamo guardarci in faccia e capire che ci sono alcune frange, alcune sacche sociali che coltivano la mitologia della violenza».
Al rito funebre erano presenti anche altri esponenti politici, come Domenico Alfieri, sindaco di Paliano, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ed il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, che ha ribadito l’intenzione della regione di sostenere economicamente la famiglia di Willy per le spese legali. Inoltre, intitolerà uno degli istituti alberghieri presenti nel territorio laziale proprio a Willy. «Non dimenticare mai il rispetto della persona. Colpisce la violenza su una persona inerme, gentile e coraggiosa come Willy» sono state le sue parole.
Funerale senza telecamere, la richiesta della famiglia di Willy
Al funerale, inoltre, sono state vietate le riprese, sia con le telecamere che con dispositivi come smartphone e tablet, come richiesto da Erika, la cugina di Willy. La ragazza inoltre ha invitato tutti coloro che avevano intenzione di salutare Willy, di presentarsi con una maglia o camicia bianca come simbolo di purezza e gioventù, cosa che ha fatto anche il premier Conte. La cerimonia, come richiesto dalla famiglia, è stata sobria e raccolta, un momento di riflessione. Decine di palloncini bianchi, al termine, sono stati lasciati volare in cielo.
La funzione, iniziata questa mattina alle ore 10, è stata celebrata dal vescovo di Tivoli, Matteo Parmeggiani, che ha chiesto un impegno da parte di tutti per non lasciar cadere nell’oblio la morte del ragazzo, puntando sulla rieducazione: «Perché la morte barbara e ingiusta di Willynon cada nell’oblio, impegniamoci tutti, istituzioni, forze dell’ordine, uomini e donne della politica, della scuola, dello sport e del tempo libero, Chiesa, famiglie e quanti detengono le chiavi di un potere enorme, quello dei media, a comprometterci insieme, al di là di ogni interesse personale e senza volgere lo sguardo altrove fingendo di non vedere, a riallacciare un patto educativo a 360 gradi».
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