Produrre energia sfruttando il mare: un progetto firmato Enea per lo stretto di Messina

Lo strumento è il Pewec una zattera con lo scafo a guscio d'uovo, sfruttando le correnti dello stretto si potrebbe produrre energia sufficiente a illuminare l'intera città di Messina

Produrre energia attraverso il mare? E’ possibile grazie all’Enea un progetto che realizza prototipi per sviluppare energia rinnovabile. Un’area idonea quella del Mediterraneo, seconda in Europa per investimenti pubblici. L’innovativo progetto chiamato Pewec (Pendulum wave energy converte) vuole sfruttare l’energia attraverso il mare, le onde e le maree tramite uno strumento galleggiante simile a una zattera con lo scafo a forma di guscio d’uovo con all’interno un pendolo che, collegato a un generatore, produce energia grazie al movimento delle onde. Un progetto che unisce innovazione e sostenibilità.

Messina: energia con le onde

Il settore dell’energia in Italia sta entrando in una nuova fase operativa e commerciale grazie alle varie sperimentazioni che si stanno piano piano sviluppando grazie agli enti di ricerca di Enea, Cnr e Rse università e grandi aziende nazionali di energia. Il responsabile del laboratorio di modellistica Enea Gianmaria Sannino ha dichiarato ” Ora è necessario consolidare questa posizione attraverso una programmazione di medio termine dei finanziamenti pubblici alla ricerca e il supporto degli incentivi allo sviluppo di questo settore delle rinnovabili. E, a tal proposito, siamo in attesa del nuovo decreto FER2 che potrebbe dare un ulteriore grande slancio al nostro settore“.

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Secondo le ultime ricerche dallo stretto di Messina si potrebbe produrre una quantità di energia in grado di soddisfare l’intera città. In questo caso la produzione di energia potrebbe arrivare a 125 GW/h grazie alle correnti che raggiungono una velocità superiore a 2 metri al secondo.

Mentre il dato relativo all’energia sviluppata dalle onde varia a seconda di come vengono posizionati gli strumenti come zattere o boe. Nella parte occidentale della Sardegna e in quella occidentale del canale di Sicilia si stima una produzione di energia pari a 13 -14 kw/m.

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Obiettivo 2030: sfruttare il 10% dell’energia del mare

Per il 2030 i progetti sono ambiziosi, raggiungere il 10% di energia prodotta dal mare. La sperimentazione intanto procede e va dagli impianti galleggianti fino a quelli a colonna d’acqua oscillante. Nel mediterraneo l’italia è al primo posto e il secondo in Europa per finanziamenti pubblici all’energia del mare (5 milioni di euro), è questo quanto emerge dal primo rapporto del progetto europeo OceanSET 2020, che ha analizzato investimenti e sviluppo tecnologico di 11 Paesi europei.

Ambra Leanza
Ambra Leanza
Articolista freelance, appassionata di viaggi, lettura e scrittura

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