Questione di “Peso”

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Il centro di questa storia è la discriminazione.

Ma non stiamo parlando di religione, né di razza, né tanto meno di sesso, stiamo parlando di discriminazione di “peso”.

Tutto accade un sabato, a Salerno, davanti ad una discoteca.

Una solare, affabile e bella ragazza, Barbara Scannapieco, 25 anni, con i suoi amici si presenta all’ingresso della discoteca e per tutta risposta le viene vietato l’accesso.

Questo il racconto di Barbara “Quando sono arrivata al locale, poco prima dell’una, il PR dinanzi l’ingresso mi ha semplicemente detto che non avrei potuto prendere parte alla serata, senza darmi alcun’altra spiegazione. Ho sentito il mio amico alterarsi nei confronti del PR che gli ha risposto che io non avrei potuto accedere alla struttura perché, a causa della mia stazza, avrei rovinato l’immagine del locale. A quel punto gli ho urlato qualcosa e me ne sono andata via».

Continua dicendo “Ero ben vestita, truccata, pettinata. L’unica cosa che non posso concedermi sono i tacchi perché non riesco a portarli. Sono stata discriminata semplicemente perché secondo loro peso troppo e non sono adatta”.

Ora la domanda nasce spontanea: ma la discoteca in questione è consapevole che il suo personale non è adatto alla sua utenza?

Ai clienti l’ardua sentenza!

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.
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