Economia
Rate, prestiti e mutui: come funziona la nuova proroga dei debiti fino al 2021?

Stop a rate di prestiti, mutui e finanziamenti per imprese, professionisti, lavoratori autonomi con Partite Iva grazie alla Commissione UE e al decreto di agosto. Infatti arriva una proroga della moratoria già concessa per l’emergenza Covid 19.
In generale, i pagamenti possono essere sospesi fino al 31 gennaio 2021. Per le imprese del turismo lo stop è prorogato al 31 marzo sui mutui. Un aiuto che si aggiunge al Fondo Perduto istituito dal Decreto Rilancio per agenzie viaggi e tour operator.
Rinnovo proroga sospensione pagamenti: è automatica
La proroga della moratoria è automatica, quindi imprese e Partite Iva che usufruiscono della sospensione di rate e mutui non dovranno far nulla. Invece, per chi deve ancora attivar il beneficio di proroga delle rate deve fare domanda presso la proprio banca prima del 31 dicembre 2020.
Il documento che spiega la moratoria sui finanziamenti delle Piccole Medie Imprese è stato pubblicato ieri dal Ministero dell’Economia e delle Finanze: Comunicato numero 218, decisione Sa.57717. La Commissione Europea non solleva obiezioni al prolungamento così come previsto dal Decreto agosto, numero 104/2020.
Lo stop è ancora in corso di formalizzazione, come è avvenuto ad inizio della pandemia e con i primi aiuti, saranno gli stessi istituti finanziari a comunicare l’operabilità sulla nuova moratoria.
Le Pmi possono rinunciare allo stop pagamenti e al rinnovo della moratoria?
Si può verificare anche il caso di imprese o professionisti non interessati alla moratoria, quindi possono riprendere il pagamento delle rate o hanno rinunciato fin da subito alla sospensione. Se si è nella situazione di rinuncia alla proroga automatica è importante comunicarlo alla propria banca, il termine in realtà scadeva per molti ieri: 30 settembre 2020.
Il Mef ricorda che l’allungamento dei tempi di sospensione debiti si ritiene parte della normativa sugli aiuti di Stato prevista dal Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. L’obiettivo è quello di aiutare professionisti e imprese a fronteggiare possibili aggravamenti delle situazioni debitorie come conseguenza dell’epidemia.
Imprese e professionisti che richiedono o rinnovano la sospensione devono essere operanti in Italia, non c’è esclusione di settore. Per essere definite PMI devono avere meno di 250 dipendenti, un fatturato inferiore a 50 milioni di euro. Anche i lavoratori autonomi titolari di Partita Iva possono accedere al beneficio. L’importante, come per le imprese, non avere posizioni debitorie gravi precedenti al Coronavirus.









