Economia
Recovery Plan, ecco come saranno distribuite le risorse. Aggiornamenti

Bozza del Recovery Plan: 196 miliardi di risorse
Il lavoro tecnico sul Recovery Plan continua ad essere definito e disegnato. Nell’ultima bozza scritta dal Governo risultano 196 miliardi di risorse da distribuire in sei macro aree. Il governo ha anche consegnato alle forze di maggioranza un documento con 52 aree progettuali specifiche, in allegato il Piano nazionale di ripresa e resilienza con cui si ricostruirà l’Italia nei prossimi decenni.
Ecco le sei grandi aree inserite nella bozza e l’ammontare aggiornato delle risorse distribuite.
- 1) Digitalizzazione e innovazione: 48,7 miliardi.
- 2) Rivoluzione verde e transizione ecologica: 74,3 miliardi.
- 3) Infrastrutture e mobilità: 27,8 miliardi.
- 4) Istruzione e ricerca: 19,1 miliardi.
- 5) Parità di genere e coesione territoriale: 17,2 miliardi.
- 6) Salute: 9 miliardi.
La task force non era l’unico punto di discordia con i renziani (IV)
Nella bozza sul Recovery Plan, è sparita la voce task force ma è stata aggiunta la voce “da completare“. Una struttura di monitoraggio in capo al Mef è prevista. Si tratta di un’unità che ha il compito di coordinare, raccordare e sostenere i dipartimenti e i ministeri coinvolti sulle varie aree e progetti del Pnrr, il piano di ricostruzione e resilienza.
Il Parlamento non verrà escluso, anzi verrà fortemente integrato e informato sui progressi. La presenza della Task Force era il punto di scontro con Italia Viva, Renzi e Bellanova (capo delegazione IV). Non era però l’unico, ad esempio la posizione di scuola e salute al quarto e sesto posto, era stato fortemente criticato.
In questi giorni, con la voce del task force sparita, Teresa Bellanova ha detto “Il governo deve stare sereno se sa le cose. Se non è inutile.”
Recovery Plan, alcune note specifiche: incentivi agli investimenti 4.0
Giuseppe Conte ha chiarito che in questi mesi su questa bozza si sarebbero aperte delle discussioni con le forze politiche, alleate e all’opposizione.
Il punto forte di questo piano è la transizione 4.0 a cui sono destinati 24,8 miliardi di euro. Il MSE punta sugli investimenti privati e la formazione di imprenditori avanzati a livello industriale, tecnologico e digitale. Un piano che vede lontano, fino a giugno 2023.
La transizione ecologica e la rivoluzione verde sono il primo elemento importante del Recovery. 40 miliardi per l’efficienza energetica, coinvolgerà fortemente la riqualificazione degli edifici, pubblici e privati. Diciotto miliardi di risorse puntano però anche mobilità sostenibile e 9 miliardi alla tutela del territorio e delle risorse idriche. Grande attenzione anche sul turismo e la formazione professionale, partendo dalle scuole. Il paese verrà ricostruito puntando all’aggiornamento di tutte le professioni.
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