Cronaca
Rivarolo Canavese, si cercano i motivi dietro alla strage

Dietro la strage di Rivarolo Canavese vi sono motivazioni profonde e radicate, e ora Graziella Tabarella, figlia di Renzo Tabarella, chiede come sia possibile che i servizi sociali non si siano mai accorti di nulla.
“Io e mio padre non parlavamo da un po’”, spiega la donna. “Lui era autoritario ed era fuori di testa da un po’”, aggiunge il marito.
I vicini raccontano del fatto che i Dighera, con i quali i Tabarella avevano sempre avuto buoni rapporti, si dicevano preoccupati per la famiglia Tabarella, perché ultimamente si erano isolati dal mondo e dedicavano la loro intera esistenza al figlio disabile. Un isolazionismo che è costato loro molto caro, dato il triste epilogo che ha avuto.
Renzo Tabarella è ora ricoverato in gravi condizioni, ha ferite al volto ma nessun organo vitale è stato toccato.
Ma perché quella sera, dopo aver ucciso la moglie e il figlio, ha messo fine anche alle vite dei proprietari dello stabile, che vivevano al piano di sopra?
Si pensa a motivi di risentimento sociale, perché i Dighera vivevano agli occhi di Tabarella una vita assai più invidiabile, tranquilla ed agiata della sua. Nella sua mente ormai obnubilata dai problemi del figlio disabile, erano diventati come dei “nemici” da eliminare, anche alla luce di alcuni screzi avuti con i due coniugi negli ultimi tempi.









