Roma: Marcello De Vito arrestato per corruzione

De Vito coinvolto nell'inchiesta della procura, Di Maio "è fuori dal movimento"

E’ crisi all’interno del Movimento cinque stelle. Il presidente del consiglio comunale di Roma Marcello de Vito è stato arrestato all’alba con l’accusa di corruzione, adesso è detenuto in carcere. Oltre a lui arrestato con la stessa accusa, anche l’avvocato Camillo Mezzacapo, vicino al M5S e complice di De Vito nell’attività corruttiva.  I carabinieri hanno perquisito il suo appartamento e alcuni uffici in Campidoglio.

Le accuse

L’indagine denominata “Congiunzione Astrale” dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e la pm Barbara Zuin, riguarda proprio il proseguimento dell’attività corruttiva anche dopo gli arresti di 9 mesi fa. De Vito e Mazzacapo si spartivano, infatti, le tangenti – pagate sotto forma di consulenze fittizie e fatture false. Oltre a Mezzacapo e De Vito sono stati arrestati (in questo caso ai domiciliari) l’architetto Fortunato Pititto e Gianluca Bardelli.

Mentre risultano indagati a piede libero gli imprenditori Toti, l’avvocato Virginia Vecchiarelli, Sara Scarpari amministratore della società Mdl srl (riconducibile a De Vito e Mezzacapo) e l’immobiliarista Giuseppe Statuto a capo dell’omonimo gruppo imprenditoriale. In questa nuova tranche dell’inchiesta sullo stadio è sempre presente Luca Parnasi.

Gli undici indagati sono accusati a vario titolo di corruzione, traffico di influenze illecite, evasioni di imposte e false fatturazioni.

Tangenti per lo stadio di Roma

Al centro dello scandalo vi è la costruzione del nuovo stadio di Roma che lo scorso giugno aveva già portato all’arresto di nove persone tra cui l’imprenditore Luca Parnasi e dell’avvocato Luca Lanzalone, presidente di Acea legato al Movimento Cinque Stelle. Le indagini riguardano inoltre la costruzione di un albergo vicino all’ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense. Il 10 dicembre scorso sempre dalla stessa inchiesta sono finiti in manette altre 10 persone coinvolte nella costruzione dello stadio.

La sindaca di Roma Virgina Raggi ha dichiarato “Chi sbaglia paga, niente sconti o indulgenze”. Mentre il presidente Luigi Di Maio ha detto sui social “Fuori dal M5S mi assumo io la responsabilità di questa decisione come capo politico ha continuato “Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto”.

Marcello De Vito con 6 mila 541 preferenze, nel 2016 è stato il consigliere del M5S più votato. Si era anche candidato alle «Comunarie»ma senza successo.

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