Roma, ”Pompei e Santorini” in mostra fino al 6 gennaio 2020

in esposizione alle Scuderie dal venerdì 11 ottobre, ''Pompei e Santorini. L'eternità in un giorno''racconta due eventi che hanno segnato la storia delle due zone.

Roma

Sin dai tempi remoti le eruzioni vulcaniche hanno segnato la storia. Un episodio eclatante si fa risalire ad Akrotiri, capitale dell’isola di Thera, che attualmente è sito a Santorini datato al 1613 a.C., ma non bisognerebbe dimenticare la terribile furia del Vesuvio del 79 d.C. abbattuta su Pompei. Entrambe le emissioni naturali hanno ricoperto entrambe le città scoperte a distanza di vari secoli dalle indagini archeologiche.

A Roma, all’interno delle Scuderie del Quirinale, sarà possibile ammirare fino al 6 Gennaio 2020 per la prima volta i meglio conservati al mondo resti artistico-culturali dopo una catastrofe naturale del genere.

Il percorso è stato curato da Massimo Osanna, Direttore del Parco Archeologico di Pompei, e da Demetrios Athanasoulis, Direttore dell’Eforia delle Antichità delle Cicladi, con Luigi Gallo e Luana Toniolo.

Pompei e Santorini‘ è una sorta di viaggio nel tempo di due antiche città che hanno in comune un’identica fine conservata per millenni dalle ceneri vulcaniche.

Sono circa 300 gli oggetti, suddivisi per categoria (affreschi, statue, vasi, rilievi, gemme, quadri), che vanno dall’età del bronzo all’epoca contemporanea. I reperti in mostra si inseriscono in un allestimento coinvolge gli spettatori attraverso ricostruzioni ambientali, proiezioni video e oggetti di uso quotidiano.

Il tour artistico punta l’attenzione anche su opere di artisti moderni e contemporanei quali: Micco Spadaro, Turner, Valenciennes, Filippo Palizzi, Arturo Martini, Renato Guttuso, Andy Warhol, Alberto Burri, Richard Long, Antony Gormley, Giuseppe Penone, Francesco Jodice, Damien Hirst, James P Graham, Hans Op de Beeck e Francesco Simeti.

Diversi saranno gli eventi e i laboratori organizzati, utili per scoprire e approfondire ancora di più questo asse storico-culturale ‘Pompei-Stromboli‘. Le scolaresche potranno toccare con mano gli attrezzi del mestiere dell’archeologo e saranno coinvolti nel riconoscere i reperti di uno scavo.