Cronaca
Roma rischia di diventare zona arancione o rossa, ecco la tirata d’orecchio del Viminale

Non basta il sindaco Virginia Raggi in quarantena perché positiva al Covid, non bastano i numerosi richiami del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Non bastano le notizie e i bollettini, a Roma si esce e ci si assembra soprattutto durante il weekend.
La città capitolina è zona gialla, significa che mantiene delle “libertà” perché i numeri di contagiati e urgenze si riescono a tenere sotto controllo. Nonostante diverse manifestazioni importanti, che hanno riunito le più importanti associazioni e persone contrarie all’uso della mascherina e delle direttive Covid, il popolo romano mantiene un comportamento ligio.
Non sempre, però!!! Ed è qui che scattano i controlli, aumentano i pattugliamenti della municipale, si richiama l’attenzione a rischi e responsabilità.
Roma, lettera ai prefetti dal Viminale
La lettera è arrivata sul tavolo dei Prefetti della Repubblica, il 9 novembre 2020. Di conseguenza, oggi molte città hanno iniziato ad attivare delle misure di controllo, contenimento e raccoglimento di dati su questo ultimo weekend.
Il non uso della mascherina è il primo pericolo denunciato insieme agli assembramenti da Bruno Frattasi, Capo del Gabinetto. Ha chiesto quindi di convocare con urgenza una riunione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per:
programmare controlli sensati;
concordare con i sindaci più idonee modalità di applicazione del primo articolo, comma 4 del D.P.C.M del 3 novembre. Si rischia la chiusura di strade e piazze potenzialmente interessate al fenomeno, per Roma potrebbero essere Via del Corso, Piazza del Popolo, Piazza Venezia, la zona del Colosseo, la zona Pantheon con la strada che vedete in foto molto famosa per passeggiate e visite turistiche.
La sindaca Raggi dovrà scegliere se chiudere o no strade e piazze, prima del provvedimento dovrà consultarsi nella Riunione del Comitato Provinciale
Dalla circolare si legge una possibilità di contenimento alternativa, ovvero il contingentamento degli accessi. Per scegliere la modalità idonea di prevenzione delle situazioni a rischio viene richiamata la scelta dei sindaci. Sono loro che possono con provvedimento dare disposizione alla chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico dove non è possibile far rispettare la distanza di almeno un metro. Ciò comporta che nelle stradine e vicoli di Roma, dove i turisti amano passare ma possono camminare in fila indiana, potranno essere frequentate solo dai residenti per passaggi essenziali.
Il sindaco potrà prendere queste decisione con provvedimenti mirati, confrontandosi all’interno della Riunione di Comitato e tali decisioni andranno poi comunicate al Gabinetto del Viminale.









