Roma sull’orlo di una crisi di nervi

E’ un giorno qualunque quando un cittadino romano, tale Gianpalo Cuccari, decide di venire a monte di un mistero che nemmeno Adam Kadmon e, armato di computer, riesce a risalire al database di 24.525 appartamenti di proprietà del Comune di Roma di cui (finalmente!) possiamo conoscere il canone incassato.

L’impavido Holmes scopre così che un terzo di queste case sono affittate a 7 euro e 76 centesimi e no, non al giorno, ma al mese! Tutto attorno, come un’enorme corona su una misera testa, lo 0,06% degli immobili in zona Campidoglio pretende affitti mensili dai 1.500 euro in su mentre, dulcis (?) in fundo, le case affittate a circa 300 euro mensili sono il 95% e si tratta di stamberghe in periferie o topaie spaventose.

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Passati i primi dieci minuti di indignazione potete sbarrare ulteriormente gli occhi perché sembra che questa ignobile situazione non sia conosciuta ai piani alti, quelli dove le poltrone sono comode e i soffitti alti e immacolati. Il probo cittadino romano ha immediatamente denunciato la cosa alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica rendendosi conto che la maggior parte degli appartamenti non hanno avuto il doveroso aggiornamento dei canoni e, al momento del passaggio all’Euro, ci si è semplicemente limitati a convertire le cifre. “La documentazione allegata al presente esposto pone in evidenza, essendo gli importi dei canoni differenziati a seconda della colorazione utilizzata, il metodo con cui sono stati enucleati i dati sopra indicati». La prova? «Nel medesimo immobile spesso è possibile rinvenire la situazione per cui la maggior parte delle persone paga canoni irrisori, mentre altri soggetti abitanti nel medesimo palazzo pagano canoni che, seppur affatto alti, sono notevolmente superiori agli altri».

Insomma, chi si trovava nell’appartamento ha continuato a pagare cifre ridicole senza prendersi la briga di aggiornare l’affitto. Un atteggiamento molto made in Italy in tutti i sensi. E i controlli, voi direte? Si sa, la situazione sociale dell’Urbe si è aggravata in maniera esponenziale negli ultimi anni. Roma è sull’orlo di una crisi di nervi, impigliata nei suoi mille disagi, dagli scioperi perenni allo scandalo di Mafia capitale. Intanto, alla fine dei conti, nemmeno si ha la certezza di chi davvero abiti questi appartamenti, se vecchi pensionati o famiglie indigenti che sperano di passare inosservati per ancora parecchio tempo.

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