Tivoli, venticinquenne ucciso a fucilate: fermato il suocero

A scatenare il delitto, un debito di poche decine di Euro

Alberto Delfini, 25 anni, è stato ucciso nella notte tra l’11 ed il 12 maggio scorso, con una fucilata alla gola, in un’area rurale nelle campagne di Castel Madama, vicino Roma.
Il suocero del ragazzo, Domenico Nardoni, 46 anni, avrebbe confessato il delitto. A scatenare l’ira dell’uomo, sarebbe stato un debito di 60 € che Delfini non avrebbe saldato con l’assassino.
Subito dopo l’efferato gesto, l’uomo avrebbe tentato di ripulire il luogo del delitto, poi avrebbe allertato i Carabinieri, cercando di costruirsi un falso alibi.
L’arma del delitto, ritrovata accanto al corpo del ragazzo, è un fucile semiautomatico che risulta rubato.
Delfini, che faceva il cameriere in un ristorante di Roma, lascia un bimbo di 40 giorni, avuto proprio dalla figlia di Nardoni.

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