Arianna Orazi ed Enea Simonetti sono stati arrestati nella tarda mattinata di ieri. E dopo quasi 2 mesi di indagini, durante le quali il procuratore Giovanni Giorgio non ha mai voluto sbilanciarsi né dare delucidazioni, vengono ora disvelati importanti dettagli dei quali era già al corrente la procura.
Il quotidiano Cronache Maceratesi riporta infatti che da alcune chat tra Enea e la madre, emerge come gli autori del reato siano proprio loro due. Parole come: “Vieni a casa, ho studiato il piano“, o “ho commesso tre errori”. E ancora: “Non parlare di incidente. Uno strozzamento non verrà mai considerato tale“. Su quest’ultima frase bisogna fare molta attenzione: il messaggio è stato inviato in un momento antecedente all’autopsia, come faceva Arianna a sapere che Rosina era morta soffocata, se lei stessa ha detto di essere arrivata quando la madre era già morta?
E non solo. Un altro dettaglio importante è quello della prima versione di Enea, data nell’immediato e poi ritrattata. Enea aveva detto che quella del ladro era una “messinscena per coprire un incidente mortale causato dalla madre Arianna”. Una messinscena sì. Ma per coprire non un banale incidente ma un omicidio premeditato.
E poi tutte le conversazioni sul peso: “Non attribuiranno mai la colpa a una persona di 70 kg, né a me”. Ecco perché la famiglia Orazi era stata pesata la scorsa settimana.
Il movente dell’omicidio è senza dubbio il fatto che Rosina stava per recarsi in un centro antiviolenza: tutte le sue conversazioni venivano registrate dai familiari (che invece per tutto questo tempo hanno finto di non sapere assolutamente dell’appuntamento della donna col centro antiviolenza).
Insomma, non un delitto d’impeto, ma premeditato. Un delitto architettato nei minimi particolari e che, col senno di poi e alla luce di tutte le dichiarazioni rese dai tre in questi mesi, rende raggelante la lucida freddezza con la quale hanno architettato tutto nei minimi dettagli per poi rilasciare alle maggiori emittenti televisive dichiarazioni nelle quali gridavano la loro innocenza.
Il marito di Rosina, invece, resta al momento fuori dal carcere anche se iscritto nel registro degli indagati per concorso in omicidio e simulazione di reato.









