Runner ucciso dall’orso: mercoledì un lumino contro il progetto Life Ursus

Un atto simbolico di solidarietà e vicinanza nei confronti della famiglia di Andrea Papi

Era uscito di casa il 5 aprile per una corsa, dirigendosi in una località poco sopra l’abitato, e non ha più fatto rientro. Andrea Papi, giovane runner di 25 anni, è stato trovato senza vita nei boschi di Caldes, dopo essere stato attaccato e sbranato da un orso. In quelle zone boschive, infatti, non è raro che si incontrino animali selvatici in libertà. Domani 12 aprile, si terranno i funerali della vittima e per l’occasione è stata organizzata un’iniziativa di solidarietà e vicinanza nei confronti della famiglia del giovane. 

Il professor Michele Corti titolare www.ruralpini.it che da oltre vent’anni denuncia il pericolo rappresentato dal progetto Life Ursus, ha rilanciato l’appello che sta diffondendosi sui social affinché durante le onoranze funebri venga esposto un lumino acceso sulle finestre delle case del paese. Franca Ghirardini, madre della vittima ha rotto il silenzio sulla vicenda.

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La lettera della madre della vittima

In una lettera indirizzata alla provincia autonoma di Trento e allo Stato, ha scritto: “Chiedo a tutte le popolazioni che vivono nei territori di montagna e alle amministrazioni di far sentire la loro voce e di non abbandonarci e di non abbassare la guardia”. Il suo appello è stato accolto da Corti, il quale ha risposto: “Ci uniamo a lei nel chiedere a tutte le popolazioni che vivono nei territori di montagna di far sentire la loro voce e di non abbandonare la famiglia e la comunità di Caldes. Dobbiamo sostenerli nella loro determinazione a rendere giustizia ad Andrea”

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