San Giorgio Martire e l’onomastico di Papa Francesco

San Giorgio Martire è venerato il 23 aprile, giorno di onomastico per Papa Francesco. In questa giornata il pontefice ha regalato dei rosari costruiti con il legno proveniente dalla Palestina. Raccontiamo la storia di questo santo che proprio nel medio oriente ha costruito la sua storia militare e cristiana allo stesso tempo.

Oggi 23 aprile si festeggia San Giorgio Martire, Papa Francesco ha deciso di festeggiare il suo onomastico con i giovani dell’arcidiocesi di Milano a cui ha regalato seimila rosari della GMG insieme all’arcivescovo Mario Delpini. Le coroncine sono state realizzate con gli ulivi della Terra Santa per la Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Panama. Proprio dalle terre palestinesi e orientali ha origini la vita di San Giorgio con la lotta di Lidda in Palestina. Il santo è ricordato nelle chiese occidentali e orientali, in Italia ci sono molte opere tra quadri, statue e chiese dedicate a lui.

San Giorgio e la violenza persecuzione dei cristiani

San Giorgio Martire è nato nel decennio Dopo Cristo, 275/285 a Cappadocia (Turchia), regione dell’Asia Minore delimitata dal fiume Eufrate, è morto come martire nel 303 sotto le mura di Nicomedia con Diocleziano, imperatore romano che governò fino al 305 per essere poi sostituito da Costantino che promulgherà il suo editto di tolleranza che permetterà ai cristiani di poter vivere la loro fede nei confini dell’impero romano.

Diocleziano fu un imperatore impegnato in un impero con molti popoli ribelli dentro e fuori dal confine del suo impero, eresse centri amministrativi strategici in città vicine al confine dell’impero per favorire le comunicazioni con Roma. Conosciuto per le sue imprese militari viene ricordato per un esercito costoso e un’amministrazione dura nella città e con una persecuzione violenza nei confronti del cristianesimo che aveva conquistato non solo il popolo ma anche soldati, nobili e persone vicine all’imperatore. La persecuzione dei cristiani fu attuata promulgando insieme a 72 re diversi atti dai meno ai più violenti, l’evolversi del cristianesimo metteva in pericolo le divinità della religione di stato che con la loro adorazione creavano un importante riconoscimento di potere dell’imperatore. La morte dei cristiani da Roma ai confini orientali e fino a Costantino fu sempre violenta e spettacolarizzata per suscitare paura e rendere forte il credo pagano nella popolazione che ancora non si era convertita.

San Giorgio divenne guardia del corpo di Diocleziano

San Giorgio venne educato dai genitori con la religione cristiana che tenne in segreto quando in Palestina divenne soldato valoroso e guardia del corpo di Diocleziano.
Fu un processo difficile quello di San Giorgio Martire, la decisione di Diocleziano fu presa di fronte al fallimento di tutti le misure per contrastare la diffusione della nuova religione. Proprio a Nicomedia dove morì il santo si stabilirono nuovi divieti e carcere per i cristiani attraverso un editto che metteva in atto queste decisioni:

  • il rogo dei libri sacri, la confisca dei beni delle chiese e la loro distruzione;
  • il divieto per i Cristiani di riunirsi e di tentare qualunque tipo di difesa in azioni giuridiche;
  • la perdita di carica e privilegi per i cristiani di alto rango, l’impossibilità di raggiungere onori ed impieghi per i nati liberi, e di poter ottenere la libertà per gli schiavi;
  • l’arresto di alcuni funzionari statali.

I miracoli attribuiti a Giorgio sono tanti tra i più importanti la previsione di sei anni di guerra e rinascita ovvero morte e resurrezione grazie ad una visione di Dio nel carcere dove era rinchiuso. Questa fu il momento di conversione di San Giorgio che si confessò cristiano dopo aver donato i suoi averi. Si racconta che riuscì a convertire i soldati suoi sottoposti dopo un miracolo, resuscitò dopo una tortura fatta con spade e una ruota piena di chiodi. Riuscì a convertire un’imperatrice e resuscitò due persone morte. Diocleziano decise di decapitarlo insieme ad altri cristiani. Le reliquie di San Giorgio sono conservate nella cripta cristiana con rito greco ortodosso a Lydda, il santo ha promesso protezione per chi onora le sue reliquie. La sua festa viene festeggiata il 23 aprile dal IV secolo anche nelle chiese con rito bizantino e siro.

Agiografia e leggenda di San Giorgio Martire

L’agiografia, scrittura di cose sante, rappresenta l’insieme di testimonianze scritte e grafiche che aiutano a costruire la vita di un santo e del culto attribuito. Si tratta di raccogliere la sua memoria e interpretarla per ricostruire la vita di un santo dal punto di vista storico e sacro. Le fonti che si utilizzano per ricostruire queste memorie sono tantissime e per San Giorgio si usano opere apocrife, la Passio Cancti Georgii e il Decretum Gelasianum del 496.

Molte leggende sui santi si svilupparono soprattutto nel medioevo con cronache che costruivano storie attingendo dalle credenze popolari dell’epoca. Tra queste leggende c’è la lotta con il drago che rappresenta il diavolo o le passioni più violente dell’uomo, questa lotta del santo viene tuttora rappresentata in molte feste popolari.

San Giorgio in qualità di cavaliere affrontò un drago nascosto dentro il lago della città Silena in Libia. Per far stare tranquillo questo drago il re chiedeva agli abitanti delle offerte animali fino a che in un giorno di carestia furono costretti a dover scegliere uno o una giovane, la sorte portò alla figlia del re. San Giorgio che passò di lì in qualità di cavaliere militare disse al Re, alla giovane e ai suoi abitanti che avrebbe combattuto contro il drago nel nome di Cristo. San Giorgio combatté a cavallo protetto da una croce. Il drago non fu ucciso ma ferito gravemente, la ragazza sotto ordine di San Giorgio legò una cintura al collo del drago e con questo fu portato in pace agli abitanti del re. Il drago fu ucciso poi in città con la conversione al cristianesimo dei suoi abitanti. Questa storia è stata tramandata oralmente sotto Costantino e portata con le Crociate in occidente.

 

 

Iole Di Cristofalo
Web Writer professionista e blog reporter. Mi occupo di scrittura creativa e professionale dal 2010. Ho seguito corsi di giornalismo e webcopy. Allieva LUA, Libera Università Autobiografia, per il corso di Giornalismo biografico. Ho partecipato a Workshop narrativi dedicati allo Storytelling auto e biografico. Dog sitter professionista come secondo lavoro e educatrice cinofila per hobby (sto studiando per diventarlo davvero ;) )
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